L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 settembre 2021

Le strozzature nella catena d'approvvigionamento sono anche volute, se l'acciaio è costretto a sostare nei porti per gli aumenti dei dazi in Euroimbecilandia

Acciaio, cosa succede nei porti di Marghera e Ravenna


6 settembre 2021

Oltre mezzo milione di tonnellate di acciaio sono bloccate nei porti italiani di Marghera e Ravenna a causa dei limiti all’import imposti dalla Commissione Ue. L’analisi di Gianclaudio Torlizzi, fondatore di T-Commodity

La situazione nei porti è drammatica. A oggi ammontano a oltre mezzo milione le tonnellate di acciaio bloccate nei porti italiani di Marghera e Ravenna a causa dei limiti all’import imposti dalla Commissione Ue.

A causa della congestione a Marghera e Ravenna, gli armatori, impossibilitati a sbarcare, si vedono incrementare i costi di attesa che possono arrivare fino a 40 mila dollari al giorno per ogni nave. E quindi possono decidere di scaricare il materiale in altri porti come quelli di Monfalcone, Trieste e Koper, in Slovenia, che però sono parzialmente attrezzati per gestire l’eccedenza di import siderurgico.

La situazione rimarrà critica fino al primo di ottobre quando entreranno in vigore le nuove quote all’import, anche se l’entità del materiale in attesa di sdoganamento è tale che le soglie comunitarie verranno raggiunte già dopo pochi giorni.

Il risultato sarà che bisognerà pagare un dazio stimato oltre il 15% per far entrare il materiale in Italia. Che potrebbe forse sembrare poca cosa, ma che invece comporta rincari per milioni se pensiamo che una tonnellata di acciaio inox costa quasi 4 mila euro la tonnellata.

Ben si comprende dunque quanto questo aggravio di costo associato alla carenza di materia prima possano rappresentare un freno all’attuale fase di ripresa dell’economia italiana soprattutto quando gli aumenti verranno scaricati a valle.

(Il post è stato pubblicato sul profilo Facebook di Gianclaudio Torlizzi)

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