L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 settembre 2021

L'hanno chiamata Riforma le televisioni e i giornalisti dovrebbero sciacquarsi la bocca. Il Parlamento l'ha votata dimostrando che vuole e protegge la corruzione. Draghi, lo stregone maledetto, l'ha voluta, il reato non viene più punito e le mafie ringraziano

TRAME
Riforma giustizia, Gratteri: «Falcone e Borsellino salterebbero dalla sedia leggendo “improcedibilità”»

Il procuratore di Catanzaro ospite di Trame 10, il festival del libri sulle mafie in corso a Lamezia: «È un disastro sul piano del contrasto ai reati»

di Redazione
2 settembre 2021 12:42

«Se fossero in vita Falcone e Borsellino salterebbero dalla sedia leggendo il termine 'improcedibilità' in questa riforma, perché vuol dire che il 50% dei processi in appello, dove c’è stata già una condanna in primo grado, non si possono celebrare. Penso che resterebbero sconcertati come lo sono tanti di noi. Una forte percentuali di imprenditori, soprattutto nel campo della ristorazione, non sono in grado di riaprire, stanno agonizzando». Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, partecipando a un incontro a Trame 10, Festival dei libri sulle mafie, che si tiene a Lamezia Terme (Cz), fino al 5 settembre.

«Questa riforma - ha spiegato il magistrato - è un disastro sul piano del contrasto ai reati, non solo ai reati di criminalità organizzata. C’è stata una mediazione con i partiti che partecipano al governo. Nella realtà è sempre una mediazione al ribasso. Si dà la possibilità di andare oltre i due anni in appello e oltre un anno in cassazione a reati come l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Poi, è stato istituito il Ministero per la Transizione ecologica, però nell'elenco mancano i reati ambientali, corruzione, concussione, peculato: reati che stanno gomito a gomito con la politica e con i faccendieri. E poi - ha proseguito Gratteri - immaginate: se un operaio cade dal quarto piano e viene condannato il datore di lavoro, è ovvio che questo processo in appello non si farà mai, andrà in coda. Mi devono spiegare quando avranno ristoro la vedova e i figli. Quando avranno giustizia? A questo dovrebbe rispondere il Governo che ha proposto questa legge».

Gratteri: «Vorrei rimanere ma entro 3 anni dovro andare via»

«Io amo in modo viscerale questa terra e l'ho dimostrato con la mia coerenza: dall'86 faccio il magistrato in Calabria. Vorrei rimanere ancora ma so che entro 3 anni devo trovarmi un'altra collocazione perché più di otto anni non si può stare nella stessa Procura. Spero di riuscire a trovare una collocazione per poter continuare a essere utile e continuare a servire questa regione perché l'amo. Ecco perché spesso ne parlo male, ma sono fiducioso che siamo sulla strada giusta. Tanti risultati li abbiamo ottenuti e tanta gente crede in noi».

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