L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 settembre 2021

Linea rossa - Non toccate i nostri bambini - Villani, Bassetti e company sono avvisati

Entra in crisi la medicina dei bari?



Forse qualcuno ricorda il caso di Maddie De Garay una ragazzina di 12 anni dell’Ohio finita in gravi condizioni dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer, lo scorso 20 gennaio, come volontaria nell’ambito della sperimentazione per la sua fascia d’età. Appena dopo l’iniezione la poveretta è rimasta completamente paralizzata e ora deve essere alimentata artificialmente. Il “rumore” per questo drammatico evento è durato lo spazio di un mattino, giusto una breve ‘interruzione nella continua litania ipnotica della vaccinazione. Ma dopo la riunione dei consulenti Fda che si sono detti contrari alla terza dose, almeno prima dei 65 anni, è saltato fuori un particolare inquietante: le reazioni avverse della ragazza sono elencate dalla Pfizer come “dolore addominale” senza ulteriori aggiunte o specificazioni. E questo ovviamente getta un’ombra non da poco sulla qualità e l’onestà degli studi con cui le case farmaceutiche che producono i vaccini a mRna sono riuscite ad ottenere i permessi d’uso sia pure temporanei per i loro preparati genetici. Se un caso di paraplegia, peraltro arrivato alle cronache, viene riportato come semplice dolore addominale come ci si può fidare di questi studi?

Anzi ci si chiede se le autorità mediche che dovrebbero sorvegliare gli effetti dei farmaci abbiano realmente bisogno di dati realistici e non si accontentino di roba costruita in modo da essere passabile a un esame formale, grazie ai numerosi e lucrosi rapporti che legano i controllati ai controllori. Quando è successa la vicenda della ragazzina con il suo breve e tuttavia intenso clamore, gli studi di fase III erano ancora in corso ( verranno poi volontariamente interrotti per motivi che rimangono oscuri) e il drammatico esito di questa seconda dose avrebbe potuto essere corretto giusto per evitare che si notasse questa “falla”. E come se questo non bastasse il dottor Steve Kirsch che ha tirato fuori il caso De Garay, ha evidenziato pure che nella sperimentazione clinica di Pfizer risultano morte più persone nel gruppo vaccinato che nel gruppo di controllo. come è possibile vedere nella tabella, mostrata in diretta e sulla quale nessuno ha avuto nulla da dire .


Al di là della questione se la vaccinazione sia stata la causa di questo maggior numero di decessi nel gruppo vaccinato, un risultato del genere è ovviamente scomodo per una sperimentazione clinica il cui scopo è quello di testare un vaccino che dovrebbe proteggere dalla morte: mai prima d’ora un risultato del genere avrebbe potuto portare all’approvazione sia pure provvisoria di un vaccino.

Ma i misteri non finiscono mai e proprio in questi giorni, nell’ambito di una causa intentata contro il Ccd americano dai medici di prima linea dell’Afd è salata fuori una testimonianza giurata nella quale oltre a essere presente un calcolo complessivo di almeno 45 mila morti da vaccino nei soli Usa si fa presente che il 9 luglio 2021, nel database del Vaers, ovvero il centro che raccoglie le segnalazioni di morte di erano reazioni avverse dei farmaci, erano segnalati 9.048 decessi post vaccino. Mentre dopo pochi giorni, il 12 luglio, questi erano misteriosamente scesi a 6.079. Inoltre nei post archiviati del sito web del Ccd tra il 14 dicembre 2020 e il 19 luglio 2021, si legge che al Vaers , erano giunte 12.313 notizie di decessi dopo il vaccino, mentre ora si legge che questo numero, per il medesimo intervallo di tempo è di 7. 218, vale a dire un terzo abbondante in meno. D”altra parte il professor Retsev Levi si esprime critico sull’inadeguata indagine degli effetti collaterali e sulla scarsa efficacia vaccinale effettiva , soprattutto nel caso della vaccinazione di richiamo.

Insomma non soltanto si mente in maniera farsesca facendo intendere che muoiono ( di cosa poi non si sa bene perché anche su questo si bara) solo o quasi quelli che non hanno fatto il vaccino, dimenticando di dire che fino a quattordici giorni dopo la seconda dose si è considerati non vaccinati e ripetendo come pappagalli idioti le fesserie di Fauci e dei suoi complici fabbricatori di virus, operazioni di dettato in cui il Corriere eccelle, ma si mente proprio su tutto, negli studi presentati così come sul numero delle segnalazioni. E alla fine però troppo bugie rischiano di far crollare il castello di carte.

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