L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 settembre 2021

Ormai c'è certezza ti inoculi con vaccini sperimentali, ti infetti infetti e ti ammali un pochino di meno, forse. Il Passaporto delle cavie dei vaccini sperimentali, voluto dal governo Draghi, lo stregone maledetto, e i partiti al governo è una beffa a chi lavora togliendogli reddito e diritti individuali e sociali. Cedere al ricatto e quasi d'obbligo, l'alternativa sarebbe il tampone gratis che chiaramente non c'è. Landini bla bla bla

Israele: “Preoccupante aumento dei ricoveri tra i pienamente vaccinati”



Israele – Una verità drammatica quella che viene mostrata dalla dottoressa Sharon Elroy-Preiss del ministero della Salute israeliano durante il dibatto trasmesso in diretta streaming tra gli esperti consultati dalla Food and Drug Administration.

L’agenzia federale statunitense che si occupa della distribuzione dei farmaci e quindi anche della regolamentazione dell’utilizzo dei vaccini, nelle prossime ore prenderà la decisione; sulla base del parere fornito dal pool di esperti che ha da poco “respinto la proposta di offrire una terza dose del vaccino contro il Covid-19 di Pfizer-BioNTech a tutti i cittadini di età superiore ai 16 anni e inferiore ai 65”.

Il panel di esperti indipendenti dall’agenzia è arrivato alla conclusione che la campagna di richiamo non andrà alla popolazione generalizzata. Ma “solo agli ultrasessantenni, che sono a maggior rischio di sviluppare affezioni gravi”.

Terza dose

Durante la riunione sono stati diversi gli esperti che hanno manifestato preoccupazione e dubbi circa la possibilità di dare l’ok alla proposta di offrire la terza dose del vaccino.

Tra i membri che hanno preso parola, la dottoressa Sharon Elroy-Preiss che ha come altri mostrato esitazione nel sostenere la possibilità di una terza dose. Durante la riunione l’esperta ha spiegato la motivazione per la quale all’interno del loro Paese avrebbero deciso di dare il via libera al richiamo del vaccino.

Secondo quanto riferito da Agi, Sharon Elroy-Preiss ha infatti affermato che “la somministrazione della terza dose è stata decisa dopo aver assistito a un preoccupante aumento dei ricoveri tra quarantenni e cinquantenni pienamente vaccinati”.

Insomma, una notizia che in Italia, alla luce delle ultime folli misure adottate dal governo per la costrizione alla vaccinazione, provoca ancora più rabbia e insofferenza. Hanno calpestato le libertà, dato il via a un pericoloso meccanismo di discriminazione sulla base di cosa? Aria fritta. Draghi e il suo (super)governo di chiacchieroni pagheranno per quanto stanno facendo subire agli italiani.


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