L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 settembre 2021

Proteggere la nostra casa-Terra con la mattanza per mille delfini. È senza senso e vi inventate il CROLLO CLIMATICO

La mattanza dei delfini nelle isole Faroe 

Di Eloisa Covelli • ultimo aggiornamento: 15/09/2021 - 14:39

Diritti d'autore AP Photo

Una tradizione che si è trasformata in una mattanza di oltre 1400 delfini. Protagonisti una piccola parte degli abitanti delle isole Faroe, arcipelago autonomo del Regno di Danimarca, situato tra Islanda e Norvegia. Come ogni anno, si è tenuta la caccia ai cetacei, Grindadráp (detta Grind), perfettamente legale, a cui partecipano anche le famiglie, bambini compresi.

Un pod (gruppo) di delfini è stato spinto dai motoscafi sulla spiaggia di Skálabotnur sull'isola di Eysturoy e lì sono stati uccisi con arpioni o trapani elettrici, mentre il mare si è tinto di rosso.

Una pratica approvata dalle autorità faroesi, ma non dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene.

Ma stavolta è mancata la consueta organizzazione.

È stata una caccia brutale. Una caccia senza senso che alla fine ha significato l'uccisione dell'intero pod di delfini composto da almeno mille esemplari. Un massacro che ci ha lasciati senza parole.

Sea Shepherd
l'organizzazione per la protezione dei mari

Heri Petersen, presidente dell'associazione locale di caccia Grind, ha ammesso che qualcosa è andato storto: sono stati radunati troppi delfini e con troppe poche persone per ucciderli, cosicché l'agonia è stata ulteriormente prolungata. Anche Hans Jacob Hermansen, ex presidente della Grind Association, ha ammesso che quanto è avvenuto "distrugge tutto il lavoro che abbiamo fatto per preservare la caccia".

Tra i 50mila residenti delle isole cresce il malcontento per il rinnovarsi di questa tradizione e molti hanno espresso il loro sdegno tramite le emittenti locali.

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