L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 settembre 2021

Riforma della giustizia “Cartabia”, abolizione dell’ergastolo ostativo, latitanza di Matteo Messina Denaro, cosa serve per sconfiggere le mafie definitivamente e un accorato messaggio agli studenti della Liguria e non solo

Nicola Gratteri in esclusiva per le Agende Rosse

Intervista esclusiva al Dott. Nicola Gratteri.

Di Giuseppe Carbone
Catanzaro, agosto 2021.

Un’afa terribile mi attanaglia, neanche l’aria condizionata dell’auto mi soddisfa e mi appaga, nonostante fossi rauco e con mal di gola, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di questa preziosa intervista in esclusiva con il Dott. Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro.

Arrivo in anticipo al palazzo di giustizia, mi qualifico, lo attendo seduto in compagnia delle guardie di vigilanza privata in un silenzio ossequioso e educato, ascolto con piacere e intervengo quando invitato, i commenti gradevoli rivolti al Magistrato.

Mi fa piacere che la stima nei suoi confronti sia diffusa, un buon segno per la mia Calabria.

Nicola Gratteri, un uomo schietto, diretto e preciso com’è sua abitudine. Persona gentile, mi riceve nella biblioteca accanto al suo studio, sono colpito dai premi ricevuti ed esposti in bella mostra anche nel corridoio, quasi a voler condividere gli stessi con tutte le persone che frequentano quel piano del Palazzo di Giustizia, mi soffermo davanti ad un’immagine a me molto nota, la foto di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, mi commuovo ma cerco di darmi contegno, pancia in dentro e petto in fuori, un bel respiro e via!

Una piacevole chiacchierata prima, segue l’invito di venirci a trovare in Liguria, nostro gradito ospite e un’intervista in esclusiva dopo.

Riforma della giustizia “Cartabia”, abolizione dell’ergastolo ostativo, latitanza di Matteo Messina Denaro, cosa serve per sconfiggere le mafie definitivamente e un accorato messaggio agli studenti della Liguria e non solo.

Avevo solo il telefonino, avrebbe dovuto essere soltanto un saluto ossequioso e di stima: va bene così, le occasioni devono essere colte al volo ed ecco una giornata divenuta speciale.

Grazie Dottore, semplicemente grazie!

Giuseppe Carbone

A.R. Liguria, gruppo “Falcone Borsellino“, Campomorone – Genova.


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