L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 settembre 2021

Se il Parlamento di Euroimbecilandia tratta così la Russia nessuna meraviglia che poi il suo gas schizza alle stelle e le bollette diventano impossibili da pagare

17 Settembre 2021 09:00
Nuove punte di folle russofobia del Parlamento europeo

Marinella Mondaini

Mentre negli Stati Uniti definiscono la Russia «la più grande minaccia militare per la regione euroatlantica”, in Europa il Parlamento Europeo adotta una dottrina per “democratizzare la Russia”, approvando una nuova vergognosa relazione contro la Russia che alimenta la già folle russofobia, portata a livelli estremi e pericolosi. Si tratta a mio parere di una dichiarazione di guerra sempre più palese.

Senza nemmeno aspettare l’esito delle elezioni per il parlamento in Russia di lunedì prossimo, l’Ue definisce già adesso le elezioni russe “falsificate e illegali”, chiama la Russia “la più grande sfida alla sicurezza mondiale”, definisce il “regime di Putin: una autoritaria cleptocrazia, che Putin a vita capeggia, contornato da oligarchi”. Il Parlamento Europeo “deve rafforzare la pressione sul regime del Cremlino”, sostenere i paesi del partenariato orientale: Ucraina e Georgia.

Fondata sulla ormai trita menzogna che la Russia vuole indebolire le democrazie e destabilizzare l’ordine politico europeo questa relazione intende “respingere le politiche aggressive di Mosca e gettare le basi per la cooperazione con una futura Russia democratica”.

Nel testo si fa una netta distinzione tra il popolo russo e il regime di Putin e senza nemmeno nasconderlo dice apertamente che l’Europarlamento deve supportare le tendenze democratiche interne alla Russia e anche che è importante stabilire un’alleanza con gli Stati Uniti che includa sanzioni, politiche e aiuto gli attivisti per i diritti umani.

Questa relazione è stata approvata dall’Europarlamento con 494 voti favorevoli 103 contrari e 72 astensioni.

L’Ansa.itEuroparlamento riporta: “La Relazione ricorda l’importanza di fermare i flussi di denaro sporco dalla Russia e di ridurre la dipendenza energetica europea da Mosca, sottolineando come il Green Deal europeo possa svolgere un ruolo geopolitico cruciale nel raggiungimento di tale obiettivo. Riguardo le elezioni parlamentari previste in Russia per questo fine settimana, l’eurodeputato della Lituania e relatore del testo Andrius Kubilius (Ppe) ha ribadito che se le elezioni parlamentari vengono riconosciute come fraudolente, la Ue non dovrebbe riconoscere la Duma russa e dovrebbe chiedere la sospensione del paese dalle assemblee parlamentari internazionali, compresa quella del consiglio d’Europa”. Gli Euro deputati della Lega si sono dissociati dal loro gruppo “Identità e democrazia” (ID) e hanno votato a favore della Relazione sui rapporti Ue-Russia. Il resto del gruppo ID ha votato contro e solo 7 si sono astenuti”.

Il deputato della Slovacchia, Milan Urik è intervenuto all’Europarlamento esprimendosi contro questa Relazione Ue, dicendo che sette anni di sanzioni europee contro la Russia "non hanno prodotto nulla, ha stancato fino alla nausea questa russofobia, basta ascoltare l’America, dobbiamo fare i nostri interessi…”; Clare Daly, eurodeputato per l’Irlanda, anch’essa ha fatto un infuocato intervento: “questa relazione non infonde alcuna fiducia, anzi è un “grugniore xenofobo”, la maggior parte delle cose scritte sono menzogne, circondiamo la Russia di basi Nato e poi la chiamiamo aggressore, sosteniamo i suoi oppositori interni e poi accusiamo la Russia di ingerenza negli nostri affari! Si tratta di un testo cinico che noi rifiutiamo perché contiene stupidità dalle quali guadagnerà solo l’industria bellica! Dobbiamo fermare questa isteria russofoba, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che questa guerra fredda si trasformi in guerra calda”.

E adesso passo a esporre il commento ufficiale delle autorità russe in risposta a questa Relazione europea.

Il Capo Commissione del Consiglio per la Difesa della Sovranità Statale della Federazione Russa, Andrej Klimov, ha dichiarato: “Questo rapporto era stato preparato a inizio estate, ora sono state introdotte delle modifiche che portano all’estremo l’indirizzo antirusso del testo. Nella sostanza, il Parlamento Europeo ha approvato un documento che esorta alla gestione estera della Russia. Propongono al popolo russo di rifiutare la legislazione che garantisce la sovranità del paese e di introdurre negli organi del potere persone che nel proprio dossier hanno casi, certificati dal Tribunale, di attività estremista. Ma il colmo è che in questa Relazione allo stesso tempo si sottolinea la lotta Ue contro qualsiasi tentativo di ingerenza della Russia negli affari dell’Unione Europea, questo è il massimo del cinismo!” - ha sottolineato Klimov.

Gli eurodeputati propongono alla Russia di prendere come modello a cui aspirare: l’Ucraina di oggi!

Klimov ha anche sottolineato che l’esortazione a non riconoscere le elezioni parlamentari russe costituisce un elemento di influenza sugli elettori russi ed è un’ingerenza negli affari della Federazione Russa”.

La relazione dell’Europarlamento verrà sottoposta alla Duma di Stato e al Consiglio della Federazione, la Commissione si riunirà il 21 settembre per dare una valutazione politica a questo documento.

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