L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 settembre 2021

Si sono inventati una pandemia con un tasso di mortalità dello 0,26% dei contagiati come nella tipica influenza

Manuale di autodifesa contro le follie vaccinali



Credo che ogni tanto occorra fare il punto della situazione, lasciare da parte notizie e notiziole che incalzano e vedere le cose nella loro essenziale semplicità per accorgersi che viviamo dentro un totale non senso, dove per esempio gli obblighi vaccinali non soltanto non hanno una base giuridica per essere imposti, ma nemmeno una qualunque giustificazione medica. Sono dunque atti iniziali di una dittatura che ora si presenta come temporanea e dettata da un’emergenza che non esiste, ma che viene imposta dose dopo dose, esattamente come quelle dei sedicenti vaccini ci cui non si vede la fine e che ogni volta provocheranno ondate di decessi e di gravi reazioni sulle quali ci sarà la congiura del silenzio di una classe medica allevata nella mentalità bottegaia: la dittatura è destinata cioè a diventare endemica in occidente.

Per fare un quadro riassuntivo e molto sintetico ho preso i peggiori dati ufficiali ossia quelli degli Usa dove la totale privatizzazione della medicina ha provocato più disastri che altrove soprattutto per le condizioni delle Rsa dove si è verificato il 40 per cento dei decessi attribuiti al Covid. Teniamo conto però che la popolazione del Nord America non è nemmeno un decimo di quella dell’Esta Asia dove le cose sono andate incomparabilmente meglio. Detto questo ecco la sintesi:
Il tasso di mortalità medio del covid secondo quasi ogni singolo studio medico e ogni conteggio ufficiale rimane allo 0,26% dei contagiati, l’ 80 per cento dei quali con un età superiore a quella dell’aspettativa di vita media. Quindi per la popolazione generale quello 0,26% si può tranquillamente almeno dividere per 4, arrivando sotto le cifre della normale influenza. Perché c’è bisogno di imporre controlli medici draconiani su un virus al quale 99,7% delle persone sopravvive facilmente? Perché invece non destinare fondi alla protezione di quello 0,26 per cento che per età o per altre condizioni ha effettivamente bisogno di sostengo, personale e strutture di controllo?
Durante il corso della pandemia negli Stati Uniti la più grande percentuale di posti letto ospedalieri in terapia intensiva occupati da pazienti covid è stato del 17%. Negli ultimi mesi la percentuale si è avvicinata a una media dell’8% o meno . Questo è secondo le statistiche del governo, che il CDC ora seppellisce invece di pubblicare apertamente per una facile visualizzazione da parte del pubblico. Per giunta un nuovo studio dei registri ospedalieri elettronici sui pazienti covid mostra anche che quasi la metà dei “ricoveri” per covid sono in realtà persone asintomatiche , non malati mortali come spesso dicono i media. Teniamo conto che la narrazione secondo cui le unità di terapia intensiva rischierebbero di essere sopraffatte dal Covid è comune in molti Paesi e il più eclatante è il caso tedesco dove le misure di segregazione e distanziamento sono state prese proprio con il pretesto di non intasare le terapie intensive che nel frattempo sono state smantellate e ridotte alla metà di quello che erano all’inizio della pandemia. Se questo ha un senso… ( vedi nota)
Perché vietare le cure per un male considerato cosi pericoloso ? Cure che tra l’altro si servono di farmaci fino a ieri di uso comune, ma improvvisamente e inopinatamente considerati tossici? Proprio la stessa logica di emergenza che ha portato ad approvare l’uso di vaccini sperimentali avrebbe dovuto spingere a tentare cure che poi in effetti si sono rivelate efficaci.
I vaccini a mRna sperimentali non hanno ovviamente test a lungo termine per dimostrare la loro sicurezza. Un vaccino viene testato per 10-15 anni prima di essere approvato e rilasciato per l’uso nell’uomo. I vaccini contro il covid sono stati lanciati in pochi mesi. Ancora una volta, non c’è alcuna prova che questi preparati siano sicuri a lungo termine mentre già sappiamo che sono di gran lunga i farmaci più pericolosi mai usati nella storia. In queste condizioni pretendere di vaccinare tutti è un obiettivo umanitario, ma un crimine.
Diverse ricerche in nazioni con alti tassi di vaccinazione, incluso un recente studio di Israele , dimostrano che non esiste una “pandemia dei non vaccinati”. In effetti, il 60% dei casi di infezione in Israele comprendono persone completamente vaccinate. Inoltre, Israele ha scoperto che le persone vaccinate hanno 13-27 volte più probabilità di essere infettate rispetto alle persone con immunità naturale e hanno 8 volte più probabilità di finire in terapia intensiva. Questi risultati sono rafforzati dai dati rilasciati un mese fa dal Massachusetts, dove 5100 infezioni da covid hanno colpito persone completamente vaccinate e 80 di loro sono morte. In altre parole, i vaccini non funzionano soprattutto se paragonati all’immunità naturale che garantisce molti anni di copertura (17 secondo di studi condotti sul Sars 1) nessun effetto avverso e la capacità di reagire anche contro le varianti.
I dati della Public Health England e del NHS mostrano che i vaccinati e i non vaccinati hanno un tasso di contagiosità quasi identico. In altre parole, una persona vaccinata ha quasi le stesse probabilità di darti il ​​covid quanto una persona non vaccinata. Ma secondo alcuni studi i vaccinati avrebbero una carica virale maggiore.

Stando così le cose e gli studi ufficiali dicono che stanno così le domande che vengono spontanee e rispondo al rigore logico sono due:
  1. Se i vaccini sperimentali funzionano davvero, allora in che modo le persone non vaccinate rappresentano una minaccia per le persone vaccinate e perché le persone non vaccinate dovrebbero essere costrette a prendere il vaccino?
  2. Se i vaccini non funzionano, allora, di nuovo, perché qualcuno dovrebbe essere costretto a prendere un vaccino non testato e inaffidabile?
Se infine – a difesa delle campagne di vaccinazione – viene sollevato l’argomento delle varianti, si commette un errore scientifico clamoroso perché le varianti hanno maggiore possibilità di svilupparsi in una popolazione che assume vaccini poco efficaci che in una non vaccinata.

I dati riportati sono incontestabili, solo non vengono mai contestati ai sedicenti esperti che vengono chiamati a fare da “informatori scientifici” per Big Pharma e per quel Big ancora più grande che ci sta dietro. Le rare volte in cui questo è avvenuto gli espertoni hanno detto che non saper fornire risposte e spiegazioni.

Nota La vicenda tedesca riassume a meraviglia il modo con cui certi meccanismi economici finiscano per supportare la narrazione pandemica e allo stesso tempo sguarniscano la sanità: in Germania una disposizione del governo federale ha raddoppiato i contributi ospedalieri ( anche quelli del personale medico sanitario) qualora avessero le terapie intensive piene a 70 %. Soluzione: si sono dimezzati i posti in maniera da avere maggiore possibilità di beccarsi gli incentivi Covid.

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