L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 settembre 2021

Solo le televisioni e i giornalisti italiani osannano Draghi, lo stregone maledetto, lo fanno volare con le loro bolle di menzogne, ma per fortuna nel mondo c'è chi lo valuta per quello che è "un vile affarista"

Il grande prestigio di cui Draghi gode in Europa
Maurizio Blondet 9 Settembre 2021



Il Mattino di Napoli dà il senso politico della stangata nel modo migliore:

“La doccia fredda, anzi gelata, è piombata su Palazzo Chigi (Draghi) sul ministero dello Sviluppo e sul Tesoro (i suoi yes men). In un momento tra l’altro delicatissimo: la trattativa tra Ita e i sindacati per il contratto di lavoro. E’ evidente che Alitalia non sarà in grado di restituire i 900 milioni avuti in prestito dallo Stati. Lo spetttro del fallimento aleggia già nelle frenetiche telefonate tra i protagonisti della vicenda. Più di un ministro è rimasto sorpreso dalla tempistica: un diretto e volontario colpo alle gambe della compagnia italiana nel momento più delicato non è statoun caso.

Di qui la “sorpresa” dei ministri tecnocrati europeisti: ma come! La UE non ha un occhio di riguardo per l’ex governatore della BCE? Il grande prestigio di cui Draghi gode in UE – come ci ripetono i media italioti – non ha conquistato gli eurocrati? Il peso politico di Draghi, enorme in Italia, è leggerissimo in Europa? Nessun occhio di riguardo? Nessun rispetto per il nostro grande uomo così bravo?

Non è questo il primo bruciante fallimento che subisce Draghi. L’altro è in politica estera: ha voluto che la Cina venissea Roma, in un G20 anticipato rispetto a ottobre, per “parlare di Afghanistan”. Ha cercato Xi al telefono. Xi ha fatto rispondere che augura il miglior successo all’Italia per il G20 che sarà tenuto a Roma in ottobre. Insomma ha risposto picche con cortesia cinese. Sperava di ordinare che la Cina a venisse a Roma prima del tempo a scoprire le sue carte su “l’Afghanistan” ? Per i suoi begli occhi?

Questo insuccesso rivela di più di quel che dice. Rivela in Draghi presunzione unita a velleitarismo, ignoranza delle situazioni internazionali, sottovalutazione dei rapporti di forze reali, superficialità.

Ora, sulla questione Alitalia fatta fallire dalla UE, si rivela la stessa presunzione infondata sui propri mezzi e sul proprio prestigio. I ministri sono “sorpresi”, vuol dire che non hanno entrature in Europa e non sapevano cosa si stava preparando? La cosa è specialmente preoccupante perché l’Italia di Draghi deve addolcire il Patto di Stabilità, quello che ci impone di tornare debito al 60 per cento del Pil. Il Patto rovinoso è ancora vigente; è solo sospeso, e i nordici spilorci in Europa stanno già brontolando che deve tornare in pieno vigore molto presto, forse già a dicembre – quando la BCE comincerà a rallentare l’acquisto di titoli di debito pubblico con cui ci sta “stampando” denaro a decine ci miliardi a tasso zero. Questo innescherà un aumento d ei tassi d’interesse che dovremo pagare noi e le industrie italiane per avere prestiti, il che configura la morte economica .

E’ in grado, Draghi, di trattare l’addolcimento del Patto di Stabilità? Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità che? Il peso del suo prestigio in Europa si è rivelato inesistente, con Alitalia. E con chi poi trattare, visto che la Merkel non c’è più, per mesi la Germania sarà impegnata a far e un nuovo governo, in un vuoto di potere molto comodo perché è la scusa per non prendere decisioni epocali sul sistema UE? Stiamo perdendo tempo col tormentone di Salvini che vota con la Meloni, con il green pass obbligatorio, e si avvicinano scadenze spaventose per noi.

E’ competente, Mario Draghi?

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