L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 settembre 2021

Stagflazione 15 - "bolla di liquidità" non significa essere solvibili. Tina, non ci sono alternative, è quello che ha mosso le banche centrali a inondare i mercati finanziari di miliardi, che hanno prodotto come UNICO risultato la continuazione dei giochi nel Casinò di Wall Street

TINA come non mai. Ma le valutazioni sono ancora sostenibili?

Scritto il 13 Settembre 2021 alle 11:01 da Danilo DT


Credo che ormai anche i sassi conoscano gli effetti della liquidità anche sui mercati finanziari, tanto da scatenare quella che per molti è la grande “bolla della liquidità”. Un percorso che però potrebbe subire un rallentamento. Occhio, non uno stop ma un rallentamento quantomeno per ora.
La correlazione tra bilanci delle banche centrali e borse è evidente, come è evidente accelerazione avuta dopo gli interventi post Covid. Ripassino veloce con uno dei miei grafici.


Adesso che le banche centrali sembrano mollare il tiro, ci saranno gli interventi fiscali a dominare, come scritto anche in questo POST.
Ma la cosa sorprendente è come in questa fase di mercato, dove quindi è evidente una frenata della politica monetaria, con ovvie ripercussioni sul mondo bond (sempre meno interessante e più pregno di pericoli su corsi ormai insostenibili), ci sia stato un imperioso ritorno di TINA. There Is No Alternative.

E questo non ha fatto altro che contribuire ulteriormente a far gonfiare il mercato azionario. Guardate il clamoroso INFLOW del 2021 che ricordiamolo, non è ancora finito.


Ma come… in molti temono un rallentamento e quindi è giustificato tutto questo? Diciamo che con i contributi governativi di Next Generation EU e Piano fiscale USA qualcosa potrebbe ancora migliorare. E poi la logica potrebbe far pensare che per “la legge dei vasi comunicanti”, i flussi escono dai bond e vanno sull’equity. In realtà non è del tutto vero. Certo, BofA ci ricorda che proprio settimana scorsa, è stata imponente l’uscita dagli US Treasury (1.3 mld $) ma sono stati forti gli acquisti su bond emergenti e sui titoli tech sui mercati soprattutto emergenti (+2.5 mld $). E…udite udite, esposizione media sull’equity dei principali clienti delle banche di investimento USA che passa al 65.3%.
Più azioni, più inflation linked, meno cash e bond.

Stagflazione o reflazione?

A questo punto, quindi, il quadro di mercato sarebbe teoricamente da reflazione: Ovvero inflazione ma con buona crescita economica. E invece come dicevo prima, si parla di frenata e di rallentamento. Qualcosa non quadra. Non sarebbe meglio parlare allora di rischio stagflazione? BOOOOOOH…Mai nominare la stagflazione, male difficile da curare e da gestire soprattutto dalle banche centrali. E sicuramente mai se ne parlerà se non di fronte all’evidenza più netta che, per fortuna, oggi, è decisamente remota. Signori, dobbiamo continuare a crescere ed in modo virtuoso sennò flussi o non flussi, il castello crolla. CRESCITA ECONOMICA e su questo confidiamo fortemente sulla politica fiscale, a questo punto.
Germany today…


Permettetemi però un’ultima analisi, utilizzando il forward Price Earning. La situazione è estrema, diventa difficile non immaginare quantomeno una salutare correzione, anche se in realtà il disequilibrio tra prospettive reali e scontate si fa netto. Ma ormai lo abbiamo capito che, in borsa, i miracoli sono all’ordine dei giorno.

Forward P/E: borse a confronto


STAY TUNED!

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