L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 settembre 2021

Stagflazione 16 - I retrogradi continuano a pestare acqua, ormai è dal 2007/8, che è un problema di Offerta e che non esiste un problema di Domanda. Si l'inflazione c'è, o le aziende aumentano i prezzi o tagliano i margini, licenziano o riducono i salari. Al dunque però si ammette, che nella ristorazione, mancano lavoratori, 2,83 dollari l'ora lo giustifica, solo aumenti significativi possono compensare la scarsità di mano d'opera. Poi il dolce finale, senza stimoli i consumi non ci sono, tradotto significa che la Domanda non tira e non è quindi una questione di Offerta, il grappino offerto dalla casa conferma che la crescita è molto ma molto bassa. Questo si chiama STAGFLAZIONE

INFLAZIONE COUNTDOWN!

Scritto il 14 Settembre 2021 alle 08:08 da icebergfinanza


Forse qualcuno di Voi se lo ricorderà, l’ economista Paul Kasriel, uno dei nostri maestri, quelli lontani dai riflettori, persone competenti, serie e professionali, che ci hanno permesso nel 2007 di essere tra i pochissimi ad anticipare la Grande Recessione, la crisi Subprime.

Recentemente Paul, ha messo in dubbio l’ampia convinzione che il debole quadro dei posti di lavoro di agosto sia stato il risultato della paura dei consumatori per la variante delta, ancor di più quelli che suggeriscono che è dovuto all’interruzione delle catene di approvvigionamento, la stessa scusa che usano coloro che si inventano la stagflazione.

Lui pensa che il rapporto sul lavoro, il vero problema è la mancanza di offerta, più che la domanda dei consumatori.

A breve avremo anche il dato sui consumi di agosto che potrebbe dirci qualcosa di più, ma a recente perdita di oltre 41.000 posti di lavoro in piena estate nella ristorazione è un grosso campanello di allarme.

Paul suggerisce che è strano che siano aumentati i salari in questo settore, visto che la richiesta di lavoro si sta contraendo a meno che qualcuno non sia talmente disperato da offrire maggiori compensi per la ricerca del personale.

Le vendite al dettaglio di agosto, verranno rilasciate giovedì, il consenso è per una diminuzione dello 0,7% , non male per un mercato azionario sui massimi storici, ben 5 mesi consecutivi, la cui somma è negativa.


Niente stimoli, niente consumi.

Le riduzioni delle prospettive di crescita americane, qui sotto prospettate dagli economisti, sono estremamente ottimistiche. Noi prevediamo numeri molto più bassi e qui da noi, spesso la verità è figlia del tempo.


Per il resto è noia pura, sbadigli sistematici a partire dall’inflazione.

Con l’aumento dei prezzi alla produzione dello 0,7% su base mensile (oltre lo 0,6% previsto), il che non produrrà alcuna inflazione, solo un violento taglio dei margini aziendali, come più volte suggerito le aziende non possono trasferire i costi al consumatore, crollerebbe tutto.

O le aziende aumentano i prezzi o tagliano i margini, licenziano o riducono i salari.

L’indice della domanda finale è aumentato dell’8,3% per i 12 mesi terminati ad agosto, il più grande progresso da quando i dati sono stati calcolati per la prima volta nel novembre 2010, una serie recente, non ha senso paragonare un anno come questo con anni che riflettono solo deflazione.

Come sempre i prezzi per la domanda finale alla produzione al netto di alimenti, energia e servizi commerciali sono aumentati dello 0,3 percento ad agosto dopo essere aumentati dello 0,9 percento a luglio, in poche parole il dato core registra una sensibile frenata.

Oggi alle 14.30 uscirà l’inflazione al consumo in America, se il dato supererà le attese tutti a strillare all’iperinflazione, se invece sarà inferiore, sarà casuale come sempre.

Come suggerito prima, non riusciranno a trasmettere l’aumento SPECULATIVO dei prezzi al consumatore finale, quindi inutile come fanno alcuni correlare i prezzi alla produzione con quelli al consumo.

Se si guarda all’aumento reale delle materie prime e dei prezzi alla produzione, l’aumento dei prezzi finali al consumo è davvero ridicolo, senza sussidi crolla tutto, come crollerà ad esempio in Italia la domanda di veicoli elettrici ora che il Governo continua a distribuire elemosina, rispetto ai soldi che riceve dall’Europa per la transizione ecologica…

Nel frattempo sul mercato valutario importanti novità sotto la superficie dell’iceberg si stanno preparando, come vedremo insieme a Machiavelli la prossima settimana.

I manoscritti da inizio anno sono più che sufficienti per comprendere come coglierla, l’ultima grande occasione, la più colossale della storia, perché oggi sono tutti sul lato sbagliato di una barca che sta di nuovo per affondare.

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