L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 settembre 2021

Ti inoculi il vaccino sperimentale, una due forse anche tre, ti infetti infetti e ti ammali ma solo un pochino. Continua la farsa

ITALIA
Gli infermieri tornano a infettarsi, cosa chiede il sindacato al governo

RICCARDO BARBIN 15 SETTEMBRE 2021



In un mese, circa duemila infermieri hanno contratto il Covid. De Palma, numero 1 di Nursing Up: “Non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini. Le aziende sanitarie attivino screening di massa e dosaggi del livello anticorpale”

“I dati dell’Istituto Superiore della Sanità sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. 1848 operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni: numeri preoccupanti, se si pensa che sono trascorsi ben 17 mesi dall’inizio della Pandemia, e il 70% degli italiani, ovviamente compresi infermieri e medici, sono stati sottoposti alle due dosi di farmaco-anti Covid. Cosa succede?”. Lo chiede al governo e alle autorità sanitarie Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato nazionale degli infermieri Nursing Up.

“Certo – continua De Palma – non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini. Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni. Ne erano e ne sono a conoscenza i cittadini. Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e che dovevamo aspettarcelo”.

Già nei giorni scorsi, ai microfoni de Il Sole 24 Ore/Radio Cor 24, De Palma aveva preteso chiarezza sulla terza dose, sottolineando non solo l’improvvisa impennata di contagi tra gli infermieri, ma chiedendo dettagli sulle nuove regole per il personale sanitario.

“Se la copertura dura solo 6 mesi – aveva scandito De Palma pretendendo maggiore chiarezza -, molti colleghi rischiano di infettarsi, in particolare quelli che si sono vaccinati nei primissimi mesi del 2020. Serve un’attività di prevenzione combinata. Non si lasci solo “nelle mani” del vaccino il destino degli operatori della salute. Le aziende sanitarie attivino screening di massa e dosaggi del livello anticorpale, per impiegare il personale con una scarsa risposta immunitaria in attività che non lo mettano a rischio di infezione”.

INFERMIERI A RISCHIO SOPRATTUTTO IN SICILIA

“Apprendiamo in queste ore, con non poca preoccupazione, di un nuovo pericoloso focolaio di contagi, in un’altra Regione, la Sicilia, da noi attentamente monitorata nelle ultime settimane come una delle più a rischio, insieme a Lazio e Lombardia, per la recrudescenza di infezioni”, ha poi aggiunto De Palma. “Nella centrale operativa di Palermo si sarebbero contagiati almeno 12 operatori sanitari nelle ultime 48 ore: il condizionale sui numeri è d’obbligo, visto che nessuna comunicazione spontanea ed ufficiale ci risulta pervenuta da parte delle Aziende Sanitarie, come del resto è già accaduto anche nel Lazio”.

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