L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 settembre 2021

Torino c'è ma non diciamolo alle televisioni

MARTEDÌ 21 SETTEMBRE 2021


A questo link di Byoblu trovate il reportage completo del grande sabato scorso di Torino. I miei interventi sono da 49'35 a 1:21:00

TORINO, SABATO 18 SETTEMBRE 2021

Una giornata ricca e luminosa, a dispetto dell'occasionale sgrullone di un Giove Pluvio interessato a partecipare. Insieme alle testimonianze, ai racconti dal palco, alle denunce, alle analisi delle aberrazioni e atrocità di questo regime ultratotalitario, c'è stato un corteo straordinario di massa. Un corteo come non credo in Italia si sia mai visto nel quadro della resistenza e della controffensiva. Un corteo che si è preso il cuore della città, che ha marciato senza defezioni, anzi infoltendosi via via, per quasi tre ore.

Un corteo incurante degli occasionali rovesci, che ha visto migliaia di persone spostarsi dalle strade sotto ai portici di questa bellissima città. Una città previdente che, evidentemente, si è costruita in vista di sole e pioggia, ma anche di uomini e donne che, contro ogni intemperie vogliono manifestarsi e manifestare. Alla faccia di chi li voleva "rinchiusi nella loro tane come sorci" (copyright Burioni).

Nel titolo ho messo l'anno che introduce al decennio che, per me personalmente, ma credo anche per la parte migliore del nostro popolo, continua a rappresentare la parte più alta, viva, e perciò rivoluzionaria, del nostro tempo. Come una folata di vento piena di impeto e di profumi, la combattività di questo corteo, la forza della sua determinazione, pacifica ma inarrestabile, mi ha fatto vivere, vichianamente, i corsi e ricorsi.

Hanno ripreso vita le immagini e sensazioni di quel '68-'77, quando mettemmo in crisi e rovesciammo un assetto padronale nella società, in fabbrica, scuola, università, periferie, ambiente, rapporti interpersonali. E, nonostante la progressiva restaurazione poi inflittaci a forza di repressione a ogni livello, l'élite, sempre quella, dallo spavento subito non si è mai ripresa. Ed è nel timore che possa essere rimessa in discussione la gerarchia feroce dei pochi e protervi sui tanti e giusti che, a forza di terrorismi successivi si sono ripresi il dominio e oggi puntano alla nostra obliterazione definitiva.


Torino, come il moltiplicarsi da noi e nel mondo di voci, fermenti, rabbia, scienza e conoscenza, ha riaperto quella crisi. I "sorci" di Burioni sono usciti dalle tane. Gli alti notabili che li avevano accusati di seminare morte, si accorgeranno che è vero, ma che la morte sarà quella della loro tirannia.

Grazie al gruppo "Quaderni all'aria" e ai tanti che con esso hanno ragalato all'Italia questa giornata.

Fulvio

Nessun commento:

Posta un commento