L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 settembre 2021

Via le armi atomiche dalla Germania, Non lo faranno MAI, comunque è un indice della consapevolezza che mezza Euroimbecilandia è occupata dalle truppe statunitensi. In Italia nessun servo politico, e quindi TUTTI a cominciare dalla borgatara Meloni, si sognerebbe di dire una cosa del genere

Come i Verdi tedeschi fanno nero Biden sulle armi Usa



Annalena Baerbock, la candidata cancelliera dei Verdi alle elezioni tedesche, ha detto di voler ritirare le armi nucleari americane presenti in Germania. Ecco cosa succede e perché

Annalena Baerbock, la candidata cancelliera dei Verdi alle elezioni federali tedesche del 26 settembre, ha ribadito la sua intenzione di ritirare le armi nucleari statunitensi presenti in Germania.

COSA HA DETTO BAERBOCK

In un’intervista sull’emittente ARD, Baerbock ha detto che il nuovo governo tedesco dovrà prendere una posizione chiara nei negoziati sul controllo degli armamenti tra Stati Uniti e Russia, avviati lo scorso luglio. “Ovviamente”, ha aggiunto, “le armi nucleari americani qui in Germania e in tutta l’Europa devono essere parte di questo disarmo”.

Secondo Baerbock, il dialogo tra Washington e Mosca rappresenta una “finestra di opportunità” per Berlino e gli altri governi europei: “dobbiamo sfruttarla, e non portare avanti una politica estera che si nasconde nel dubbio”.

LE ARMI NUCLEARI AMERICANE IN EUROPA

Si stima che la Germania ospiti una ventina di bombe atomiche statunitensi nella base aerea militare di Büchel, nella regione occidentale di Eifel, a disposizione delle forze armate tedesche. Altri paesi europei alleati degli Stati Uniti – come l’Italia, il Belgio e i Paesi Bassi – ospitano ordigni americani all’interno del programma di deterrenza nucleare della NATO.

CHI SI OPPONE E CHI NO, IN GERMANIA

Non sono soltanto i Verdi a opporsi alla presenza delle armi nucleari americane in Germania: sono contrari anche il Die Linke (di sinistra) e i socialdemocratici dell’SPD (guidati da Olaf Scholz). Favorevoli, invece, sono i cristiano-democratici della CDU (il partito di Armin Laschet e Angela Merkel) e della CSU.

COSA PROPONE BAERBOCK

La proposta di Baerbock per la denuclearizzazione tedesca si tradurrà, nel concreto, nell’avvio di negoziati con gli Stati Uniti. Che probabilmente si riveleranno lunghi e complicati. Non soltanto perché, come riconosce la candidata, è impossibile semplicemente “mettere [le bombe nucleari] in un pacco e rispedirle indietro”. Ma anche perché la Germania dovrà trovare il modo di rassicurare i paesi dell’Europa centrale e orientale, che guardano con preoccupazione alla Russia e sono favorevoli al mantenimento dell’ombrello atomico statunitense.

COSA PENSA BAERBOCK DEGLI STATI UNITI

Al di là dell’opposizione alle armi nucleari, nota da tempo e coerente con le radici politiche dei Verdi tedeschi, in politica estera Baerbock è piuttosto vicina alla linea degli Stati Uniti.

Pensa che il Washington sia il partner esterno all’Unione europea più importante di Berlino. A differenza di Laschet e Scholz, è contraria al gasdotto Nord Stream 2 tra la Germania e la Russia e crede che rappresenti un pericolo per la sicurezza dell’Ucraina, che perderebbe il suo ruolo di “intermediario energetico” (è la posizione americana).

Sulla Cina, promette di distanziarsi dall’approccio prudente-pragmatico di Merkel, teso al mantenimento dei rapporti commerciali, e di agire contro le violazioni dei diritti umani commesse dalle autorità di Pechino (ad esempio il lavoro forzato nello Xinjiang).

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