L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 ottobre 2021

A ottobre del 2020, infatti, la multinazionale Eli Lilly avrebbe offerto all’AIFA 10 mila dosi di anticorpi monoclonali. “A questa offerta GRATUITA fu risposto che non c’era interesse”,

MONTAGNIER “VACCINI COVID NON SONO SICURI”/ “Stanno nascondendo effetti secondari…”

Pubblicazione: 08.09.2021 Ultimo aggiornamento: 11:31 - Chiara Ferrara

Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008, demolisce i vaccini anti Covid: “Non sono sicuri, stanno nascondendo effetti secondari”. E parla di terapie a basso costo…

Luc Montagnier a Fuori dal Coro

Fanno rumore le parole di Luc Montaigner trasmesse ieri da “Fuori dal Coro” in esclusiva. Il Premio Nobel per la Medicina nel 2008, oltre a precisare di non essere contro i vaccini, che peraltro ha studiato per tutta la sua vita, è partito da una premessa: «Siamo davanti ad una situazione sconosciuta e quando è così bisogna adottare un principio di precauzione. La medicina esiste per curare, non per uccidere. Non si possono sacrificare persone in nome della maggioranza». Le insinuazioni di Montaigner sono pesanti: «Attualmente non si dice come stanno attualmente le cose, si vogliono nascondere gli effetti secondari. È un grave errore, perché si perde la fiducia della gente». Lo scienziato ha poi sottolineato che «esistono terapie efficaci e a poco costo», quindi ci sono «i mezzi per lottare contro la pandemia».

Non è mancato un attacco alle case farmaceutiche: «Dovrebbero impegnarsi per trovare queste cure come sono state trovate per l’Aids, invece si impegnano solo per i vaccini». Quindi, un attacco a quelli attualmente a disposizione: «Lo sanno tutti che non ci proteggono dalla trasmissione del virus. Il 40% delle persone vaccinate può infettarsi. Il virus non resta quella che era all’inizio: cambia, muta e crea nuove varianti che resistono agli anticorpi che producono i vaccini». Montaigner “dimentica” che questi vaccini proteggono dalle forme gravi del Covid e dalla morte, ma tira dritto: «Il motivo per il quale si preferisce continuare solo con le vaccinazioni non è scientifico, ma politico». Quindi, conclude con un altro attacco ai vaccini anti Covid: «Se un vaccino attualmente non è sicuro, bisogna utilizzare altri mezzi invece della vaccinazione». (agg. di Silvana Palazzo)

Luc Montagnier “Non sono contro vaccini ma…”

Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008, ritiene che ci siano delle “soluzioni alternative al vaccino” contro il Covid-19. Il professore dell’istituto Pasteur di Parigi ne ha parlato nel corso di un video-intervento trasmesso in esclusiva a Fuori dal Coro, in onda su Rete Quattro.

L’esperto ha voluto fare alcune precisazioni in merito alla lotta contro il virus, seppure senza sbilanciarsi in merito a quelle che potrebbero essere le cure parallele. “Non sono contro il vaccino. Ho studiato tutta la vita e ritengo i vaccini molto importanti, ma oggi abbiamo tanti strumenti a disposizione. Bisognerebbe chiedersi se tutto può essere risolto tramite i vaccini o no e se esistono soluzioni alternative o complementari. Sono favorevole ai buoni vaccini e contrario ai vaccini dannosi”, ha detto.

L’ipotesi anticorpi monoclonali

Il Premio Nobel Luc Montagnier non è l’unico a credere che ci siano delle soluzioni alternative al vaccino, sia tra gli esperti sia tra coloro che sono guariti dal Covid-19. Nel corso della puntata di Fuori dal Coro, in particolare, si è tornati a trattare il tema degli anticorpi monoclonali. In Italia sarebbero 8 mila i pazienti che sono stati curati attraverso tale strumento.

In base al servizio realizzato dal programma in onda su Rete Quattro, tuttavia, molti più malati di Covid-19 potevano essere salvati attraverso questa cura. A ottobre del 2020, infatti, la multinazionale Eli Lilly avrebbe offerto all’AIFA 10 mila dosi di anticorpi monoclonali. “A questa offerta gratuita fu risposto che non c’era interesse”, rivela un dirigente. Soltanto a febbraio 2021 i farmaci in questione furono approvati, ma a pagamento. Il Comitato Cura Domiciliare Covid, rappresentato dall’avvocato Erich Grimaldi, chiede adesso che venga reso pubblico il verbale attraverso cui fu data risposta negativa alla società donatrice. Una sentenza del Tribunale del Lazio lo impone, ma ciò non è mai accaduto. Il presidente Giorgio Palù, ai microfoni di Mediaset, si è impegnato a fare chiarezza al più presto sul tema.

Nessun commento:

Posta un commento