L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 ottobre 2021

Al di la delle motivazioni più o meno nobili resta il fatto che chi sta al potere per un qualsiasi motivo con un clic ti può togliere i tuoi soldi

ITALIAOGGI - NUMERO 243 PAG. 15 DEL 15/10/2021
ATTUALITÀ ESTERO
Il Covid ha accelerato i pagamenti digitali secondo l'89% degli esperti interpellati da Finder
Australia senza contanti nel 2030
La fine delle banconote sarà anticipata di 6 anni sul previsto

di Filippo Merli

Robert Breunig. Per lui meno contanti riducono l'evasione fiscale

Addio ai contanti. Secondo un sondaggio di Finder, un sito web di confronto con sede a Sidney, in Australia, entro il 2031, spariranno monete e banconote. La pandemia, per gli esperti interpellati dalla piattaforma, ha accelerato il processo dei pagamenti digitali. Con i prelievi ai bancomat in forte diminuzione e il dollaro australiano sempre più elettronico. Finder ha intervistato 25 esperti tra analisti economici e docenti universitari.

L'89% di loro ritiene che l'emergenza sanitaria abbia accelerato il declino del denaro contante. Tanto che potrebbe avere ancora un decennio di vita prima di lasciare definitivamente spazio alle transizioni con carte di pagamento e wallet. Una previsione supportata dalla recente analisi della società dei dati Rba, che ha rilevato come i prelievi dagli sportelli automatici siano diminuiti del 65% dal picco del dicembre del 2008. «Alcuni anni fa Finder aveva previsto una società senza contanti in Australia entro il 2036, ma ora quella linea temporale potrebbe essere troppo lontana», ha spiegato il capo della ricerca sui consumatori di Rba, Graham Cooke. «La liquidità è già stata spinta ai margini della nostra economia e le attività di sola liquidità sono poche e distanti tra loro. E in poco tempo diventeranno ancora più rari».

Robert Breunig, docente dell'Australian national University, concorda. «Le preoccupazioni per il Covid hanno accelerato l'uso dei pagamenti digitali. Anche il pagamento con carta di credito tramite cellulare ha reso le transazioni più facili e convenienti, quindi non è più necessario riempire un portafoglio». Breunig ne fa anche una questione fiscale. Con una semplice equazione: meno contanti, meno evasione. Ma c'è un altro aspetto interessante. Ci sono tipologie di lavoro che al momento non permettono i pagamenti digitali. Un esempio: l'artista di strada. L'esperto universitario ha già la soluzione. «Le persone possono essere pagate in natura: puoi fare loro un regalo invece dei contanti, o forse le persone si innoveranno e avranno un piccolo iPad dove scannerizzare la carta di credito per dare loro dei soldi».

Il caso di giocolieri e musicisti di strada è calzante. E l'ha utilizzato anche il docente di economia senior di Rmit, Meg Elkins, che ha ricercato i dati della piattaforma online The busking project esaminando i pagamenti a più di 3.500 artisti di strada di 121 paesi, tra cui l'Australia, prima e dopo l'annuncio della pandemia, nel marzo del 2020. Elkins ha sottolineato che da quella data c'è stato un «aumento esponenziale delle donazioni senza contanti agli artisti di strada». E ha approfondito l'argomento.

«Da secoli i musicisti di strada si esibiscono per la moneta, ma ora le persone non portano più contanti, quindi hanno dovuto cambiare le loro tattiche molto rapidamente», ha detto il professore al Daily Telegraph.

Insomma: dal tradizionale cappello fisico a quello quello digitale. «I pagamenti elettronici agli artisti di strada sono aumentati di 30 volte». E pazienza per l'aspetto romantico. «C'è un momento in cui consegni i soldi, guardi negli occhi l'artista e ricevi qualcosa in cambio. Se è solo il tocco e vai, perdi quel momento di scambio». Un sacrificio che gli australiani sembrano disposti a fare entro dieci anni.

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