L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 ottobre 2021

Certo quel coacervo di interessi rappresentati nel Pd ha tatticamente giocato sporco ed ha vinto ma quello che la Meloni non vuole/può dire e che è l'intero impianto dato dall'insieme di questi partiti che fa acqua da tutte le parti e che i cittadini più o meno coscientemente non lo sentono proprio, regala le istituzioni a poteri corrotti e già forti di per se, si muovono per fare affari al di sopra e al di la degli interessi collettivi della città, sempre nascondendo i loro intenti basati solo su affari che fanno guadagnare solo loro, dietro a presunti interessi della comunità romana

Amministrative, Meloni: “Sinistra ha trasformato campagna elettorale in lotta nel fango”

La leader di Fdi: "Sono stati ritirati fuori slogan anni '70, teoremi inesistenti per spaventare i cittadini"

18 Ottobre 2021

(LaPresse) – “Perché tanta gente ha scelto di non andare a votare? Io ho delle risposte. La prima riguarda la politica che con i suoi continui giochi di palazzo ha mortificato la volontà popolare facendo credere a troppi cittadini che votare non fosse necessario. La seconda riguarda questa campagna elettorale perché la sinistra l’ha trasformata in una specie di lotta nel fango”. Così la leader di Fdi, Giorgia Meloni, commentando nella sede del partito l’esito del ballottaggio delle amministrative. “Sono stati ritirati fuori slogan anni ’70, teoremi inesistenti per spaventare i cittadini, e questo ha allontanato tantissimi elettori normali – spiega -. Non c’è stato spazio né per temi amministrativi né politici. Questo ha comportato la mobilitazione dell’elettorato molto ideologico della sinistra e il disimpegno di tutti gli altri”. “Verrebbe da fare i complimenti alla sinistra per come ha gestito questa campagna, però non li posso fare perché il prezzo che si paga complessivamente per raggiungere questa vittoria è molto alto. Ed è l’imbarbarimento del dibattito politico, un confronto indegno di una democrazia degna di questo nome, un indebolimento del nostro sistema democratico che alla sinistra non interessa perché evidentemente è sufficiente gestire il potere anche se lo si gestisce sulle macerie”, conclude.

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