L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 ottobre 2021

Cia e Mossad soffiano ed alimentano i fuochi di guerra

 Perché le manovre di Turchia e Azerbaigian agitano l’Iran


-7 Ottobre 2021

Erevan, 7 ott – In questi ultimi giorni, a un anno di distanza dalla guerra in Nagorno Karabakh, gli eserciti di Turchia e Azerbaigian stanno effettuando esercitazioni militari congiunte a ridosso dei confini armeni e iraniani. L’esercitazione dei due paesi si chiama “Unshakable Brotherhood” e si svolge proprio in questo periodo di crescenti tensioni tra Baku e Teheran, con l’Iran che nelle ultime ore ha risposto con movimenti militari lungo il proprio confine con l’Azerbaigian.

Manovre di Turchia e Azerbaigian, cresce la tensione con l’Iran

Ufficialmente il crescendo della tensione tra Iran e Azerbaigian si è sviluppato a seguito del sostegno del governo di Teheran all’Armenia, ma le relazioni tra i due stati hanno effettivamente iniziato a deteriorarsi dopo le esercitazioni belliche congiunte che le truppe azere conducono dal mese scorso insieme a turchi e pachistani. Tra le motivazioni che hanno innescato la tensione ci sono inoltre le restrizioni dell’Azerbaigian sull’accesso dei camionisti iraniani in Armenia e l’immotivato arresto di due di loro. Da tempo poi, i legami tra l’Azerbaigian e Israele, anche con rifornimenti bellici e supporto militare, di certo non aiutano i rapporti tra questi paesi confinanti.

Oltre al sostegno israeliano, già un anno fa, l’esercito turco membro della Nato (ricordiamolo), ha contribuito pesantemente alla vittoria azera contro le forze armene nella regione separatista del Nagorno Karabakh. La guerra si concluse solo a seguito del flebile accordo di cessate il fuoco mediato dalla Russia e sottoscritto il 9 novembre 2020. In una conferenza stampa il ministero della Difesa turco ha spiegato che le esercitazioni nella Repubblica Autonoma di Naxcivan, enclave azera sita tra Turchia, Armenia e Iran, includono carrarmati e forze terrestri, così come aerei da combattimento e i terribili droni, questi ultimi in gran parte riforniti dallo stato israeliano. “Lo scopo dell’esercitazione è sviluppare amicizia, cooperazione e coordinamento tra le forze di terra turche e azere e condividere conoscenze ed esperienze per migliorare l’interoperabilità”, ha affermato il ministero della Difesa turco.

Il rischio di una nuova guerra

Lungo il confine di Naxcivan si sono registrati nel corso delle manovre militari scontri armati tra azeri e armeni che hanno causato diversi morti e feriti da ambo le parti. Queste esercitazioni, che di fatto preparano il terreno a una nuova guerra in Medio Oriente, sono il muscolo azero-turco nella diplomazia tra Baku ed Erevan mediata sempre più difficilmente dalla Russia. Putin infatti sta ultimamente cercando di moderare anche la terza controparte iraniana che, provocata dai due paesi della mezza luna, è sempre più vicina all’Armenia nel consolidare un’alleanza di antiche civiltà solari che non intendono piegarsi alle prevaricazioni della nuova strategia imperialista ottomana.

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