L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 ottobre 2021

Come abbiamo più volte sottolineato, senza sussidi e regali, l’economia USA è anemica.

AMAZON APPLE …FLOP!

Scritto il 29 Ottobre 2021 alle 08:14 da icebergfinanza

Tutto secondo previsione, aggiustando e correggendo qua e la, sono riusciti ad evitare che l’umore del defunto consumatore non finisca sotto le scarpe, proprio ora che inizia la stagione migliore, tra Halloween e Black Friday, figuriamoci per Natale…



MILANO (Finanza.com) Il prodotto interno lordo reale (PIL) degli Stati Uniti è cresciuto a un tasso annualizzato del 2% nel terzo trimestre del 2021, secondo la prima stima pubblicata dall’Ufficio di analisi economica degli Stati Uniti. Dato in forte decelerazione dalla crescita del 6,7% registrata nel secondo trimestre. Le stime di consensus erano per un rallentamento meno marcato a +2,7%.


Nella sostanza solo le scorte hanno salvato il pil USA da una crescita negativa, hanno riempito i magazzini, ora dovranno provare a vendere, ma la stagione dei sussidi e dei regali è finita, auguri America!



L’aumento come abbiamo suggerito ha riflesso l’aumento degli investimenti in scorte private, della spesa per consumi personali (PCE), spesa del governo statale e locale e degli investimenti fissi non residenziali che sono stati in parte compensati da diminuzioni degli investimenti fissi residenziali, della spesa del governo federale e delle esportazioni . Le importazioni, che sono una sottrazione nel calcolo del PIL, sono aumentate.

Le vendite finali hanno registrato una contrazione, i consumi, soprattutto per beni durevoli sono scesi, di quasi 7 punti rispetto al precedente trimestre, nella sostanza come abbiamo più volte sottolineato, senza sussidi e regali, l’economia USA è anemica.

Il consumo di beni durevoli sul pil è diminuito del 27,2 %, contribuendo a frenare la crescita di 2,7 punti percentuali, con tanti saluti a chi vedeva un rischio per l’inflazione il blocco in alcuni settori della catena di approvvigionamento.

Alla faccia della variante delta i servizi di ristorazione e turismo sono aumentati del 12,4% annuo nel trimestre aggiungendo 0,54 punti percentuali alla crescita.

Come abbiamo visto ieri parlando del deficit, le importazioni hanno sottratto oltre un punto alla crescita, ma qui non si tratta di maggiori consumi americani, richiesta di prodotti, visto che la maggior parte dell’aumento è dovuta all’aumento dei viaggi e turismo negli Stati Uniti dopo le riaperture, con un aumento di oltre il 50 % rispetto al trimestre precedente.

Oggi usciranno dati sull’inflazione che chiariranno molte cose.

Interessanti nel frattempo le trimestrali uscite ieri di Amazon e Apple, che hanno sorpreso negativamente.


Amazon ha fallito le aspettative sia sul fronte dei ricavi che su quello dei profitti, ma quello che conta è che le attese per il 4 trimestre sono pessime.

Apple nel frattempo, ha registrato a proposito di entrate il peggior risultato addirittura dal lontano 2017. Sulle vendite di Iphone, oltre 2,6 miliardi di dollari in meno, tenete conto che per Amazon e Apple, ma in genere per tutto il mercato gli analisti si erano prodigati nello stracciare le previsioni, per far risultare migliori delle aspettative i risultati.

Nessuna previsione per il quarto trimestre, buio completo,

Ricordo a tutti che è inutile in un mondo finanziario dominato dall’econofisica attendersi che i mercati reagiscano ai dati, alle trimestrali a qualunque cosa avvenga fuori dal percorso di un prezzo che nulla ha a che vedere con la realtà.

Solo il medio e il lungo termine, sono figli della verità figlia del tempo.

https://icebergfinanza.finanza.com/2021/10/29/amazon-apple-flop/

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