L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 ottobre 2021

Dopo il terrorismo, l'influenza covid è entrato in campo il CROLLO CLIMATICO la Strategia della Paura è senza soluzioni di continuità

Clima, la prossima emergenza è già in pista




Stamattina fa piuttosto freddo per la stagione quasi che il clima si ribellasse alle profezie apocalittiche di Greta, ma meglio non accendere stufette o riscaldamenti perché si sa che i prezzi dell’energia sono saliti alle stelle grazie all’Europa che da una parte ha fatto alzare i prezzi delle quote Co2 (Ets) sulle emissioni di anidride carbonica passate dai 20-30 euro la tonnellata ai 50-60 euro e dall’altro ha rinunciato ai prezzi bassi assicurati dai contratti a lungo termine con le società russe per passare a un sistema di mercato che adesso sta portando a rialzi folli e del tutto ingiustificati. La stessa Europa che ha lasciato arrivare le riserve di gas al 70% cosa che provocherà senz’altro una carenza durante l’inverno Ora il problema è capire se siamo in mano a minus habens che non capiscono ciò che fanno e che finiranno per incolpare la Russia delle loro bestialità, oppure se si tratta dei primi vagiti di una nuova emergenza che andrà a sostituire quella pandemica. E’ già qualche anno che in Europa si sta costruendo questa narrazione , prima dichiarando verità assoluta quella che è una semplice ipotesi scientifica, peraltro fortemente contestata ovvero quella di un riscaldamento globale senza fine che tuttavia gode del sostegno di numerosi think tank che sono poi gli stessi che hanno diretto la narrativa pandemica, fondazione Gates in testa; poi di attribuire alla sola Co2 di origine antropica tutto il carico di questo disastro annunciato, anche se le cause reali sono semmai di altra natura e anche qui in presenza di mere ipotesi tutt’altro che confermate, anzi assai deboli e infine servendosi delle quote Co2, per avvantaggiare le grandi industrie e affossare le piccole fingendo di salvare il pianeta. Cosa che comunque l’Europa non potrebbe fare vista la piccola quota di Co2 che produce sul totale.

Ora abbiamo turbe di ragazzini del tutto ignari e allevati specificamente per essere coro di qualsiasi tendenza venga imposta che implorano di salvare il pianeta “altrimenti moriremo tutti” ( vi ricorda qualcosa?) sulla scia della vergine del clima, nel frattempo cresciuta e del tutto scomparsa dalle scene, magari perché non vuole più essere indegnamente sfruttata dai genitori e da un milieu di propagandisti senza scrupoli. Certo il mestiere di profetessa del clima potrebbe essere assai soddisfacente dal punto di vista economico e non è escluso che trasformi l’ingenuità della ragazzina nella menzogna dell’ adulta. Ad ogni modo il nuovo stato di eccezione non potrebbe vivere di sola fede in una presunta salvezza del pianeta attuata per altro solo con la riduzione della Co2 che è già ridicolo in sé, ma dovrà passare attraverso la mancanza stabile e organica: di carburante, di riscaldamento, di cibo visto che che per risparmiare Co2 si può solo contare o sul nucleare oppure sulle rinnovabili, rinunciando del tutto al carbone e al gas o pagando quest’ultimo una follia. E’ cos’ che si potrà perpetuare lo stato di eccezione e favorire la rarefazione della popolazione.

Ora io sono stato sempre un sostenitore dell’energia pulita e continuo ad esserlo, ma non sono così pazzo da non comprenderne i limiti: basta una mancanza di vento o di sole o di precipitazioni rispetto alla media per vedere calare drammaticamente la produzione di energia, come è appunto accaduto durante l’inverno e l’estate scorsa azzerando la produzione elettrica da rinnovabili in Germania. Semplicemente non abbiamo e probabilmente non avremo per decenni la possibilità di immagazzinare molta energia e quindi non potremo sfruttare adeguatamente le rinnovabili. Qui forse potremmo aprire un capitolo mai affrontato in termini mediatici, ossia l’illusione che intercettando la radiazione solare e le correnti atmosferiche per produrre energia non si agisca sul clima. Si agisce eccome invece, ma questo richiede un discorso a se stante. La sostanza è che meno produzione di Co2 significa meno energia e prezzi molto alti, dunque divieti, disoccupazione e aiuti alimentari, magari utilizzando quel pass chiamato insensatamente green per anticipare i tempi e preparare la gente alla nuova realtà. Tenendo comunque conto che l’anidride carbonica di origine antropica è solo una piccola frazione di quella creata dalla biomassa.

Del resto questo è il risultato che si ottiene con il pensiero apocalittico che intimidisce e crea reazioni psicotiche invece di portare a un confronto con i veri problemi: è stato così che una sindrome influenzale è stata trasformata in peste e così si tenterà di fare con il clima, ancorché sia più che probabile una diminuzione delle temperature medie visto il ciclo di minimi solari che ci attende. Ma anche a questo c’è un rimedio mediatico: basta semplicemente strapparsi le vesti quando le temperature sono sopra la media e tacere quando invece sono sotto la media. Ormai il modo di focalizzare o distogliere l’attenzione è stato collaudato a fondo come creatore di realtà fittizie e sarà usato senza ritegno.

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