L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 ottobre 2021

Draghi, lo stregone maledetto si accinge a farci piangere. Le banche centrali non possono finire il denaro, peccato che il denaro che loro erogano finisce sempre nel posto sbagliato, mai per finanziare il welfare o il lavoro, meglio sostenere la speculazione.

UNA SOLA CERTEZZA…DEBITO!

Scritto il 25 Ottobre 2021 alle 10:59 da icebergfinanza


Ripartiamo da qui, dal debito, l’unica certezza assoluta che abbiamo, il debito.

In questi giorni, non si sente altro che parlare del debito pubblico, il nostro debito pubblico, il banchiere Draghi, quello che sino a pochi giorni fa andava in giro a raccontare che i soldi, oggi, non bisogna prenderli ma darli, ora suggerisce che non ci sono più soldi per le pensioni e non solo.

In uno dei suoi recenti discorsi ha ricordato che i soldini che l’Europa dovrebbe darci non sono mica AIUTI, ma solo soldi in prestito in cambio di riforme, soldini che verranno erogati volta per volta e non in anticipo, solo se l’Italia si adegua a tutte le imposizioni di Bruxelles.

La recente opposizione della Polonia, la minaccia di Bruxelles, insegna qualcosa?

Riforme che come sempre cadranno sulla testa degli italiani a iniziare da quelli più in difficoltà, anche se loro vi racconteranno che tanti bei regali stanno per arrivare.

Nella sostanza, il dibattito sul ritorno della Fornero, ma non solo, è una perla che nelle prossime settimane ci dirà se il banchiere adotterà la stessa strategia messa in piedi contro la Grecia, prendere o lasciare, non importa cosa ne pensano partiti e sindacati, questo è quello che vuole l’Europa. Al banchiere interessa poco o nulla il disagio sociale, la protesta della piazza, a lui interessano solo le riforme che vuole l’Europa.

Eppure ci aveva assicurato che le banche centrali non possono finire il denaro, peccato che il denaro che loro erogano finisce sempre nel posto sbagliato, mai per finanziare il welfare o il lavoro, meglio sostenere la speculazione.

Chi sta in questo Governo deve riconoscere il grande successo dell’euro ha detto il banchiere, e tutto quello che è successo dopo, con tutti i momenti di crisi e di difficoltà, anch’esso un grande successo dell’Unione.

La sintesi è che il debito pubblico torna di moda, come a breve tornerà di moda pure lo spread, segnatevelo!

Per il resto l’economia americana sta filtrando con la recessione che probabilmente avverrà il prossimo anno…



… anche per quanto riguarda la crescita globale.

Si certo l’inflazione, si tratta della crescita reale e non nominale, ma l’inflazione, pura speculazione che nulla ha a che vedere con reali esigenze della domanda e dell’offerta è creata ad arte, in tanti ci marciano per creare problemi nella catena di approvvigionamento.

In questo thread Raoul, ci spiega in parole semplici quello che vi stiamo raccontando da anni, che non c’è alcuna possibilità di risalita per i tassi oltre un certo livello, i debiti sono troppo alti rispetto al PIL e tassi più alti uccideranno TUTTO.


Il trend è chiaro!

Ma l’inflazione è alta, prosegue Raoul, si ma è guidata da problemi di approvvigionamento, prova a aumentare i tassi e ottieni prezzi alti a causa dei vincoli dell’offerta e un consumatore che viene ucciso.


Tutto ciò che il Governo americano ha regalato, sussidi e spesa pubblica IMPROduttiva, è un boomerang che nei prossimi mesi e anni frenerà qualunque crescita.


I bilanci delle banche centrali si riducono, il credito latita, si contrae sempre più…


… ma soprattutto non c’è alcun rischio di inflazione salariale, ZERO se la forza lavoro precipita, sparisce, si estingue.


Certo le aziende continuano a fare utili, ma non investimenti, non aumentano salari, no, usano il denaro in maniera speculativa come avvenne durante la grande depressione del ’29.

Suvvia, guardatevi intorno, c’è la corsa ad aumentare i salari, corsa alle assunzione, non prendiamoci in giro, stiamo solo aspettando un altro banchiere che ci invii una letterina per tagliare, welfare, pensioni, salari, ovvero che suggerisca la classica svalutazione interna, perchè come lui suggerisce l’euro è il più grande successo.

Conclude Raoul … “a mio avviso, anche le condizioni monetarie si stanno stringendo mentre il dollaro sale lentamente. Il 2022 sarà un anno molto diverso e la mia scommessa è più QE e fiscale in un rallentamento economico. Grida l’inflazione quanto vuoi. Ma guarda anche il lato della domanda. Non è carino.”

Ma davvero credi ancora dopo 13 anni di feroce deflazione da debiti che il debito sparirà con un sospiro, che l’inflazione incendierà il mondo? La storia suggerisce minimo 31 anni, il massimo non te lo dico potrebbe spaventarti.

La storia non si ripete mai, ma ama fare la rima!

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