L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 ottobre 2021

e poi porteremo le scorie nucleari a casa di Salvini e Giorgetti

Si tornerà al nucleare? Cosa ne pensano UE e Italia

23 Ottobre 2021 - 12:50

Il ritorno all’energia nucleare si sta imponendo come un tema di attualità. Anche al Consiglio Europeo se ne è discusso: cosa ne pensa l’UE? E, soprattutto, l’Italia è favorevole a questa risorsa?


Si torna a parlare di energia nucleare nel complesso percorso che dovrà portare all’obiettivo zero emissioni inquinanti.

Il tema è particolarmente sentito in Europa, dove i target della transizione energetica sono ambiziosi e, soprattutto, dove diversi Paesi spingono per considerare questa risorsa come pulita. In primis, la Francia.

Cosa ne pensano UE e Italia dell’energia nucleare? Le ultime dichiarazioni sul tema, affrontato anche nel Consiglio Europeo del 21 e 22 ottobre.

Il nucleare ci serve, dice l’UE

In questo difficile momento per l’approvvigionamento energetico, l’Europa si sta interrogando seriamente sul ruolo che potrebbe giocare anche il nucleare.

Ciò che è successo negli ultimi mesi soprattutto nel continente europeo è stato emblematico: ci sarà sempre più bisogno di diversificare le fonti di energia e di rafforzare il passaggio alle risorse sostenibili.

La dipendenza dal gas ha mostrato tutte le sue debolezze. Lo ha detto a chiare parole Ursula von Der Leyen: il mix energetico del futuro comprenderà quantità via via maggiori di risorse rinnovabili e pulite.

“Il solare è dieci volte meno cara di dieci anni fa, l’energia eolica è volatile, però è del 50% meno cara di dieci anni fa, quindi vi sono rinnovabili e sono fonti che abbiamo in casa”, ha sottolineato la presidente della Commissione.

E poi ha aggiunto: “accanto a questo abbiamo bisogno di una fonte stabile, il nucleare per esempio.”

A breve verrà presentata la proposta di tassonomia (la classificazione) delle fonti e il potenziale atomico rientra nelle valutazioni.

La Francia insiste già da tempo su questo punto e insieme ad altri Paesi UE ha presentato una lettera per premere sulla considerazione positiva del nucleare di ultima generazione.

Italia: il Governo Draghi è favorevole al nucleare?

Al termine del Consiglio Europeo, il presidente Draghi ha fatto un accenno al tema, pur restando vago e piuttosto neutrale.

“Abbiamo parlato anche di nucleare. Alcuni Paesi chiedono di inserirlo tra le fonti di energia non inquinanti...La Commissione procederà a una proposta a dicembre. Ci sono posizioni molto divisive in Consiglio. Vedremo quale nucleare e poi in ogni caso ci vuole moltissimo tempo.”

Maggiore entusiasmo, invece, è trapelato da Matteo Salvini che ha accolto l’idea di un nucleare pulito e sicuro, tanto che la Lega presenterà una proposta di legge al riguardo.

Apertura anche da Giorgetti, che ha espressamente auspicato un dibattito sul nucleare pulito, soprattutto in prospettiva di una indipendenza energetica.

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