L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 ottobre 2021

Genova 2001. Il corteo e' stato caricato a freddo . . . "Io ero a Genova nel luglio di undici anni fa. Ero dietro la prima fila di scudi di plexiglass in via Tolemaide, quando il corteo è stato caricato a freddo e asfissiato col gas, in un tratto di percorso autorizzato. Con alle spalle diecimila persone non era possibile arretrare, e l’unica soluzio ne per salvarci e impedire che la gente venisse schiacciata è stata respingere le cariche come si poteva, e alla fine, dopo il disastro, dopo la battaglia, dopo la morte, proteggere la coda del corteo che tornava indietro sotto i getti degli idranti. E c’ero anche il giorno dopo, insieme a tanti altri, a inerpicarci su per stradine e sentieri con gli elicotteri sulla testa, fino sopra la città, per riportare tutti alla base"

Evitiamo la provocazione del G20: già allestita la trappola della violenza?



Le forze dell’ordine hanno improvvisamente sospeso tutti i permessi e le ferie per il fine settimana, ovvero per venerdì, sabato e domenica durante i quali si svolgerà la kermesse del G20 a Roma. Siccome si tratta di un appuntamento previsto da mesi appare strano se non sinistro che questa sospensione giunga all’ultimo momento quando tutti piani per la sicurezza sono già stati predisposti da tempo. Forse si prevedono quegli scontri che non si è riusciti a provocare a Trieste? Forse arrivano i soliti black bloc? Nei giorni dell’inutile sceneggiata in cui i “grandi” si mostrano in passerella, sono previste quattro manifestazioni, quella dei sindacati di base, che probabilmente riscatterà la miserabile sceneggiata filogovernativa della Cgil, quella di Rifondazione comunista che ormai potrebbe avere un posto più adeguato in qualche album della Panini, e due cortei di studenti, ma naturalmente l’unico timore dentro tutto questo è che possano irrompere i barbari no vax e no green pass come scrive tutta la stampa stupida e servile. Anzi ancora più avvelenata per il fatto di non trovare facilmente pane per i suoi denti da squalo su commissione.

Ho l’impressione che il governo sia stato preso in contropiede dalla ferma, ma calma reazione dei portuali e dei lavoratori a Trieste, che cercasse uno scontro per criminalizzare i cittadini che non vogliono i pass vaccinali, ma non ci sia riuscito. E che dopo tutto abbia fallito anche a Roma nonostante i servizi abbiano scatenato i loro fascisti, impiegati a tempo indeterminato, lasciandoli liberi di assalire la sede della Cgil, come lo stesso governo ha rivelato: l’equazione no vax – fascisti non è stata raccolta nonostante la gazzarra informatica, perché dopo tutto, ad esclusione delle redazioni e dei salotti, c’è un limite alla stupidità umana. Quindi non ci sarebbe nulla di strano in universo concentrazionario come quello in cui siamo, che si volesse cogliere l’occasione del G20, vent’anni dopo, una interessante cabala numerica, per infrangere le ultime resistenze al sistema, ormai rappresentata da cittadini che non vogliono farsi violare fisicamente a causa di una mistificazione. Organizzare qualche violenza e qualche scontro è roba da ridere per gente che ha messo in persino guerre civili inesistenti e che magari vuole dare una mano all’amico Draghi: basta pagare qualche gruppuscolo, inserire degli agenti provocatori, alias black bloc, magari mettere in piedi un drappello di no vax infiltrati, per ottenere questo effetto. Quindi bisogna stare molto attenti alle provocazioni che potrebbero essere state organizzate ( a mio giudizio il condizionale dovrebbe essere tra virgolette) o delle quali si ha in qualche modo notizia vista la sospensione dei permessi. La situazione è tale che basta lo scatto di nervi di un singolo, perché il giornale di rito urli: “questa non è democrazia” con un grado di intelligenza che di certo farebbe impietosire qualche primate e di onestà intellettuale che farebbe inorgoglire Goebbels. .

Finora è stato il potere che ha esercitato una violenza inaudita sui cittadini manipolando in maniera radicale ogni dato di realtà e questo viene sentito da un numero sempre maggiore di persone, man mano che si è costretti a prendere atto che ubbidendo non ci sarà alcun ritorno alla normalità, che si sarà vaccinati, sorvegliati, impoveriti fino a quando questo sistema avrà fiato. Dunque si cerca di dimostrare che la violenza è dall’altra parte nella speranza di impedire che l’opinione contraria alle vaccinazioni obbligatorie diventi maggioranza. Che insomma, come è accaduto a Londra, venga circondata l’auto di Bill Gates mentre si recava a parlare con Boris Johnson, per avere l’occasione di accusare di barbarie gli unici cittadini capaci di civiltà. Quasi quasi io, fossi nei comitati che organizzano le manifestazioni contro i pass vaccinali, snobberei del tutto il G20, perché in fondo è esso stesso la maggiore provocazione possibile, oppure farei sentire la protesta altrove, in qualche altra città ,così da spiazzare i programmatori del disordine che agiscono in nome di qualche nuovo ordine. Solo creando una sindrome simile a quella del celebre esperimento di Milgram, ovvero rendendo violento un gruppo contro un altro senza alcuna ragione se non l’obbedienza agli ordini, il potere può vincere, ma deve fare in fretta perché al contrario di quanto si possa temere, il tempo non lavora per lui e può scappare solo con gambe cortissime, inversamente proporzionali alle menzogne che racconta.

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