L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 ottobre 2021

Il copione si ripete in tutti i paesi, la gente scende in piazza a manifestare contro la dittatura sanitaria

Grande manifestazione a Berna contro il pass vaccinale



Anche in Svizzera cova la ribellione contro i pass vaccinali e sabato scorso ci sono state decine di manifestazioni in molte città che hanno raccolto complessivamente centinaia di migliaia di cittadini: una partecipazione notevolissima per la Svizzera Quella più grande si è svolta a Berna ( qui in breve filmato attraverso il quale ci si può rendere conto delle dimensioni della folla in una città di 130 mila abitanti) ) il che dimostra che anche nella ricca confederazione elvetica che tra l’altro ospita parecchi momenti di incontro della cupola che ha prodotto la narrazione pandemica e del grande reset, c’è una crescente resistenza alle mistificazioni sanitarie e alle restrizioni di libertà che esse favoriscono e impongono. Soprattutto sembra farsi strada la consapevolezza che si tratta di un primo passo verso una società del controllo.

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