L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 ottobre 2021

Il Passaporto dei vaccini sperimentali unisce tutte le anime delle opposizioni per questo si accaniranno con particolare cattiveria e costanza

DOPO IL 15 OTTOBRE – LA LOTTA CONTINUA 

di Fronte del Dissenso OTT 20, 2021 di SOLLEVAZIONE in POLITICA


DOPO IL 15 OTTOBRE – LA LOTTA CONTINUA

Il Coordinamento nazionale del FRONTE del DISSENSO riunitosi il 18 ottobre, dopo articolata discussione, ha deliberato quanto segue:

– Malgrado le massicce proteste che dalla fine di luglio hanno attraversato il Paese, nonostante la grande giornata di mobilitazione del 15 ottobre, il cosiddetto “green pass” è entrato in vigore. Il governo Draghi ha ottenuto una momentanea vittoria. Il movimento di lotta, per quanto sia più vivo che mai, deve prenderne atto, capire che la lotta è di lungo periodo e si fa più difficile. L’entusiasmo non va disperso ma trasformato in tenacia. E’ necessario individuare forme nuove ed efficaci di protesta, evitando di farsi chiudere in un angolo e di procedere in ordine sparso.

– Si deve dare il massimo sostegno alla lotta dei portuali di Trieste, diventata il simbolo di tutto il movimento contro il Green Pass. Si accoglie l’indicazione giunta dal comitato dei portuali: ognuno al suo posto di combattimento, non sguarnire il proprio territorio, manifestare in ogni città sabato 23 ottobre.

– Va superata la frammentazione dando finalmente vita ad un Coordinamento nazionale del movimento effettivamente rappresentativo che indirizzi e unifichi le prossime battaglie e quindi consolidi una rete capillare territoriale.

– In questa prospettiva, date le difficoltà riscontrate nel mobilitare il grosso dei lavoratori, andrebbe presto convocata una Assemblea nazionale del lavoro contro il green pass, affinché nasca una rete di collegamento dei lavoratori dei diversi comparti (industria, servizi, trasporti, ecc.) e l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario.

– Occorre aiutare il sindacato FISI a radicarsi nei luoghi di lavoro.

– Per far fronte alle pratiche discriminatorie conseguenti all’introduzione del green pass è urgente dare vita: ad un fondo di muto soccorso per sostenere i lavoratori privati di lavoro e reddito e ad un organismo legale per tutelare lavoratori, studenti e militanti.

– Auspichiamo che gli Studenti contro il green pass superino l’attuale divisione e diano vita ad un loro proprio Coordinamento nazionale.

– Dato che il movimento popolare contro il green pass è la sola opposizione esistente c’è bisogno di una piattaforma politica e sociale di ampio respiro per coinvolgere nella resistenza tutti gli strati sociali che subiscono le politiche vessatorie del governo.

Per quanto concerne le forme e le modalità delle future lotte, la discussione nel FRONTE è appena iniziata. Sono tuttavia emerse diverse proposte, tra le quali:
1. nei luoghi di lavoro porre in essere ogni forma fattibile di resistenza, dallo sciopero bianco a forme più audaci di sabotaggio;
2. fuori dai luoghi di lavoro dare vita a vere e proprie campagne di protesta attuando forme simboliche contundenti di disobbedienza civile che puntino ad ottenere più ampi consensi: azioni di contestazione verso i poteri politici locali e le questure, volantinaggi e comizi volanti davanti a luoghi di aggregazione di massa, azioni di boicottaggio e disturbo in punti strategici della vita economica e sociale,
3. organizzare e ben preparare una grande giornata di lotta nazionale contro il governo Draghi che unifichi e convogli tutte le forze (da decidere se confluire in un’unica grande manifestazione o se invece svolgere manifestazioni in ogni regione)

Il Coordinamento nazionale del FRONTE del DISSENSO
18 ottobre 2021

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