L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 ottobre 2021

Il voto è una burletta e i cittadini in maggioranza acquisiscono consapevolezza

21 Ottobre 2021 20:55
Astensionismo di massa. L'ammissione di Paolo Mieli

Carlo Formenti


Straordinaria ammissione di Paolo Mieli nel fondo sul Corriere di oggi: si lascia andare a scrivere che se le entusiastiche celebrazioni del trionfo elettorale del centro sinistra non si accompagnano a una riflessione sull'astensionismo di massa, è perché si sta consolidando una élite che considera del tutto normale governare con il consenso di un cittadino su cinque, in quanto dà per scontato che la democrazia abbia lasciato il posto a un dispotismo illuminato, in cui il rito elettorale svolge il ruolo accessorio di un periodico plebiscito.

Posto che Mieli è uno di quelli che ha contribuito in prima persona al consolidamento di questo stato di cose, l'unica ragione di questa esibizione di sincerità e franchezza è, presumibilmente, che, essendo meno fesso delle "grandi firme" che adornano il foglio su cui scrive, si rende conto che questa situazione è foriera dell'accumularsi di rabbia sociale (non più misurabile tramite il risultato elettorale) che può esplodere in modo imprevedibile.

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