L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 ottobre 2021

La sacralità del corpo violentata dallo stato

La medicina del futuro degli uomini liberi



Una volta che una società accetta più o meno consapevolmente il materialismo come filosofia di vita, l’essere umano diviene automaticamente svalutato e la sua esistenza cade verso un uniforme svilimento. Ciò che questo comporta in ambito medico lo si può analizzare da due simmetrici punti di vista, quello individuale e quello sociale.

Medicina del futuro e società

La definitiva trasformazione dell’arte medica in tecnica ha come inevitabile conseguenza il cinismo degli operatori sanitari. La privazione della propria identità, da sempre subita dal paziente ospedalizzato, rappresenta il sacrifico dell’uomo sull’altare della clinica, la quale intende il paziente come malattia e non come malato, cosicché il paziente agli occhi del medico va ad indentificarsi con la sua malattia, il letto 3 è il tumore del fegato, mentre il 5 è l’insufficienza renale acuta, ma tutto ciò è oramai cosa nota e sostanzialmente accettata da tutti.

Con le attuali dispotiche regole imposte dal nostro governo, è stato però fatto un ulteriore passo verso la svalutazione dell’essere umano, si perché la concezione che sottende le attuali disposizioni in materia di COVID, ovvero un obbligo vaccinale più o meno surrettizio, è quella che il corpo dell’uomo non appartiene in fondo più a lui ma invece allo Stato, il quale ne dispone, in barba a tutta quella che l’Occidente pensava fosse la propria storia di conquista di cose come l’autodeterminazione, la sacralità della vita e quella dell’individuo.

Ma c’è di più, perché il non detto, che non tarderà a questo punto molto a manifestarsi, sarà che se il corpo termina di essere bene inalienabile della persona per divenire invece dello stato, ne consegue che non potrò più curare il mio corpo come dico io ma dovrò curarlo come vuole lo stato ovvero il suo legittimo proprietario, segue che qualsiasi approccio medico diverso da quello ufficiale e riconosciuto sarà verosimilmente presto messo fuori legge e quindi vietato. Intravedo già i tempi in cui pericolosi sovversivi si aggireranno guardinghi per raggiungere l’appartato e segreto ufficio dell’agopuntore.

Assisteremo alla borsa nera dei rimedi omeopatici e ai roghi dei libri dei medici dissenzienti e quindi eretici.

Tutto ciò condito dal clima di delazione che già in questi giorni, complice la disinformazione, si aizza contro i dissenzienti. Sarebbe a questo punto opportuno chiedere a questo stato, che ci tiene cosi tanto alla nostra salute tanto da imporcela, come concilia questo suo dispotismo sanitario nei nostri confronti con la vendita ed il lucro sul tabacco, sull’alcool e il gioco d’azzardo, per non parlare della tolleranza verso gli inquinanti ambientali nonostante le tanto sbandierate quanto vuote svolte green.

La medicina del futuro degli uomini liberi

Dal punto di vista individuale invece, come brillantemente analizzato già sulle colonne di questo giornale, la pressione esercitata sulla realtà materiale delle persone non potrà che spingere molti a cercare un riparo nello spirito. Ci sarà quindi una medicina imposta a tutti ma che non potrà avere la medesima presa indistintamente su tutti.

La tonificazione della vita interiore sarà di per se la più grande medicina contro ogni sorta di tossici materiali e psicologici. L’energia vitale degli uomini che sapranno prendersene cura, troverà il modo di guarire tutte le ferite e guidare in modo naturale l’uomo verso strategie di vita nuove ed imprevedibili come solo la vita sa fare.

Mai come in questo periodo si sente cosi tanta gente parlare dell’esigenza di costruire piccole comunità. L’attuale fiorire delle scuole parentali e all’aperto sono un piccolo esempio delle realtà che sapranno a mano a mano farsi largo come piante tra le rocce. La realtà e la forza della vita spirituale, l’azione sottile e benefica di una energia vitale che operi in modo armonioso, diverranno sempre più riconosciute, evidenti e ricercate da coloro che sapranno liberarsi degli idoli antichi e moderni, i quali non sono altro che il cappio intorno al collo della storia dell’uomo.

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