L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 ottobre 2021

l’Europa potrà ricevere il gas di cui ha bisogno the day after tomorrow, questo se le concessioni necessarie all’attivazione di Nord Stream 2 arriveranno tomorrow

Putin scomoda Hollywood per l’ultimatum sul gas. E Madrid «spoilera» Roma sul Pil

25 Ottobre 2021 - 15:46

Per il presidente russo, l’Ue riceverà i flussi necessari «the day after tomorrow, se le concessioni di Nord Stream 2 arriveranno tomorrow». Nel frattempo, la Spagna taglia col machete le stime 2021


Il tiepido ottobre sta volgendo al termine. E, previsioni meteorologiche alla mano, Vladimir Putin deve aver pensato che sia giunta l’ora di inviare un messaggio più esplicito dei precedenti all’Europa, stante anche l’impasse sul tema delle riserve di gas condivise registrata all’ultimo Consiglio Ue.

Forte di un flusso sulla rotta Russia-Mallnow (Germania) calato del 26% nell’arco dell’ultimo fine settimana, livello più basso dal 7 luglio e della situazione da pre-allarme rosso delle scorte europee in vista dell’inverno,

Flussi di gas naturale dalla Russia all’hub tedesco di Mallnow Fonte: Bloomberg
Livelli di stoccaggio del gas europeo e media storica per il mese di ottobre (10 anni) Fonte: Bloomberg

il presidente russo avrebbe scomodato il titolo di un classico del genere catastrofico di Hollywood per mettere in chiaro i termini della questione. Stando alla ricostruzione del Financial Times, infatti, a detta dell’inquilino del Cremlino l’Europa potrà ricevere il gas di cui ha bisogno the day after tomorrow, questo se le concessioni necessarie all’attivazione di Nord Stream 2 arriveranno tomorrow.

Come dire, il rubinetto è in mano mia. E la contropartita pare di quelle che non accettano mediazioni. In ballo, qualcosa come 17 miliardi di metri cubi di gas addizionali che la nuova pipeline potrebbe garantire dalla sera alla mattina, una volta ottenuta la luce verde ufficiale dai vari governi. Qualcosa come un decimo di tutto il gas fornito dalla Russia a Ue e Turchia lo scorso anno. Pronto recapito, quindi in grado di garantire un enorme sospiro di sollievo alla sempre più annosa questione della bolletta energetica per i cittadini e le industrie dell’Unione. Ad oggi, l’unica risposta giunta in tal senso da Bruxelles è la richiesta di un’indagine contro Gazprom per manipolazione del mercato avanzata da 40 eurodeputati. Mossa che ha certamente riempito di orgoglio il Dipartimento di Stato Usa ma non le riserve nell’hub di Mallnow.

Vladimir Putin, avendo dalla sua parte il meteo e la stagione, deve aver deciso di alzare un po’ la pressione. E se queste due immagini

Previsioni meteo sul «ciclone bomba» atteso sulla California del Nord Fonte: US National Weather Service
Trend di previsione per precipitazioni piovose nell’area di San Francisco Fonte: Bloomberg

relative alle piogge senza precedenti che stanno colpendo la California del Nord sembrano offrire un’inquietante correlazione di attualità alla citazione cinematografica scomodata dal presidente russo, è quest’ultimo grafico


Andamento dei prezzi per l’energia elettrica nell’Ue Fonte: Bloomberg

a far riflettere. Alla luce di una bolletta energetica salita a livelli senza precedenti e ben al di sopra della media europei dei rincari (a causa anche di una dipendenza dall’export pari al 75% del totale), il governatore della Banca di Spagna, Pablo Hernàdez de Cos, oggi ha reso noto che i recenti sviluppi in ambito macro-economico porteranno certamente a una drastica revisione al ribasso dell’outlook per l’anno in corso.

Qualcosa più che una messa in guardia, poiché soltanto lo scorso 22 settembre l’Istituto nazionale di statistica iberico, INE, aveva tagliato le stime di crescita del secondo trimestre rispetto al precedente dal +2,8% comunicato solo a metà luglio a un misero +1,1%. Un brutto spoiler per Roma e il suo continuo aggrapparsi al 6% di Pil per il 2021? Giova ricordare come dopo il crollo storico del 10,8% registrato nel 2020, la Spagna ha infatti segnato il rimbalzo più netto di tutta Europa, tanto che l’Ocse soltanto a metà settembre aveva fissato la stima di crescita per tutto il 2021 al 6,3%. Oggi, la doccia fredda. Frutto anche di un’attesa di crescita per settori come retail, ristorazione e trasporti al 5,5% nel secondo trimestre e rivelatasi invece addirittura in contrazione dello 0,4%.

Ring any bells? Per ora, a Roma tutto tace e l’ottimismo pare incrollabile. Lo spread, invece, qualche dubbio lo sta esprimendo ormai da giorni. Sempre più serio, come mostra il trend odierno.

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