L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 ottobre 2021

Lo sviluppo di Euroimbecilandia che propongono Macron/Draghi contempla anche che all'interno della Nato si parli con una voce sola, che non vuole dire assolutamente di non essere asserviti agli interessi degli Stati Uniti padroni di questo organismo. Più Euroimbecilandia diventa forte e più i popoli diventano deboli

Draghi: 'Ue oggi marginale nella Nato'
In mattinata bilaterale con Macron

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Mario Draghi e Charles Michel © ANSA/EPA

Redazione ANSAPARIGI
07 ottobre 202110:27NEWS

"Il ritiro dall'Afghanistan, per il modo in cui è stato deciso, comunicato ed eseguito e il cambio di intenzioni che ha riguardato il contratto tra l'Australia e la Francia per la fornitura di alcuni sottomarini nucleari scartati per sottomarini di produzione americana - e qui intendo non solo la sostanza, ma il modo in cui è stato comunicato - sono due messaggi molto forti, che ci dicono che la Nato sembra meno interessata dal punto di vista geopolitico all'Europa e alle zone di interesse dell'Europa e ha spostato le aree di interesse ad altre parti del mondo". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

"Tutti i Paesi coinvolti nella discussione sono membri della Nato e intendono restare fermamente nel perimetro dell'alleanza atlantica, però una prima riflessione si pone su cosa può fare l'Ue e i suoi Paesi membri per contribuire a guidare le scelte della Nato.

Il loro ruolo appare, soprattutto di recente, marginale ormai. Io ho fatto domande: possono i Paesi Ue coordinarsi maggiormente nelle posizioni che prendono all'interno della Nato? Questa è una riflessione che richiede una risposta". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

"Se l'Europa non ha una politica estera comune è molto difficile che possa avere una difesa comune. Ci si può arrivare all'interno dell'Ue o con alleanze tra vari Paesi dell'Ue. Il primo modo di far questo è di gran lunga preferibile, perché manterremmo uno schema sovranazionale invece di uno schema di alleanze intergovernative. Ho chiesto alla commissione di preparare un'analisi su questo". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

La difesa Ue indebolirebbe la Nato, come dice Stoltenberg? "Non credo che qualunque cosa nasca fuori dalla Nato indebolisca la Nato e indebolisca l'Europa. Questo problema nasce dal fatto che molti, se non tutti i Paesi, hanno la sensazione di aver perso centralità geopolitica all'interno della Nato. Qualcosa di complementare alla Nato rafforza la Nato e l'Europa". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia, parlando della politica estera e di difesa comune.

Serve una reazione immediata dopo Aukus? "No, la cosa immediata da fare è avviare un processo in cui decidiamo se siamo disposti ad avviare un processo per una politica estera comune nell'Ue. Altrimenti inevitabilmente saranno le alleanze tra Paesi come motore di politica estera e di difesa comune, che è esattamente quel che è sempre successo nella storia, fino all'affermazione del multilateralismo dopo la seconda guerra mondiale. Se riusciamo - è questo è veramente un test molto importante - a mantenere l'impostazione multilaterale delle nostre alleanze e decisioni strategiche, questa è una grande conquista". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

Sarebbe a favore di un consorzio comune europeo per stoccare riserve di gas? "Certamente, reputo una cosa molto positiva non farsi trovare impreparati rispetto a picchi dell'energia che non hanno solo conseguenze sull'economia ma anche sulla distribuzione, sulla diseguaglianza". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

Dopo il vertice Ue, "primo incontro in persona dopo la pandemia", si è fatto "il punto sul processo di entrata di questi paesi nella Ue e più in generale sull'allargamento: da quasi tutti è stata espressa la necessità che questo processo continui e acquisti maggior slancio, che sembra avere perso". Così il premier Mario Draghi in Slovenia con riferimento al vertice Ue con i Balcani occidentali. "Molto tempo è passato, specialmente per alcuni Paesi: la Commissione è impegnata su questo fronte a fornire un documento che dovrebbe dare lo stato del processo di entrata di questi paesi nella Ue".

IL BILATERALE CON MACRON

Stamani colloquio bilaterale Draghi-Macron a quattr'occhi questa mattina all'inizio della seconda giornata di lavori del vertice Ue-Balcani occidentali. Secondo quanto riferito da fonti dell'Eliseo, l'incontro "è stato l'occasione per i due leader di fare un punto sui temi che saranno discussi al G20 di Roma alla fine del mese". Fra i temi citati dalla fonte dell'Eliseo come argomenti discussi dai due leader, "i vaccini e la solidarietà con l'Africa", oltre che la conferenza sulla Libia del 12 novembre. "C'è una comune volontà di andare avanti insieme su questi temi prioritari", aggiunge la presidenza francese.

A proposito della conferenza sulla Libia del 12 novembre, si fa notare che "il coordinamento è stretto tra la Francia, l'Italia e la Germania per ottenere l'applicazione degli impegni presi a Berlino e che devono svilupparsi a Parigi". Macron, aggiungono le fonti della presidenza francese, "ha colto l'occasione dell'incontro per esprimere il suo sostegno all'iniziativa italiana di organizzare un G20 sulla crisi afghana". Draghi e Macron hanno discusso della conferenza sulla Libia del prossimo 12 novembre a Parigi. C'è uno stretto coordinamento - afferma Palazzo Chigi - tra Italia, Francia e Germania per ottenere l'attuazione degli impegni presi a Berlino e che devono concretizzarsi a Parigi.

IL SEGRETARIO DI STATO USA

Una migliore capacità di difesa europea è nell'interesse degli Stati Uniti. Lo afferma il segretario di Stato americano Antony Blinken in un'intervista a Bloomberg, sottolineando che una migliore difesa europea dovrebbe essere complementare alla Nato.

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