L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 22 ottobre 2021

Nessun complottismo

Il mistero Speranza e la Fabian Society

Maurizio Blondet 21 Ottobre 2021

Per molti Roberto Speranza è un mistero. Lo è nel senso che non si riesce a comprendere come sia possibile che un uomo privo di qualità e carisma politico, con un partitino inesistente alle spalle (LEU) e senza alcuna esperienza nella sanità sia stato messo a capo del Ministero della Salute. E’ un mistero il perché lo abbiano lasciato gestire la pandemia nel modo disastroso che conosciamo e sia addirittura stato confermato in quel ruolo da Mario Draghi.

Davide Rossi, analista politico, è partito da questo interrogativo per scrivere il libro “La Fabian Society e la pandemia”, pubblicato da Arianna Editrice. Scavando nel mondo politico da cui proviene Speranza sono emersi forti legami, anche attraverso Massimo D’Alema, con un’antica società elitaria inglese: la Fabian Society. Una realtà politica anglosassone, semisconosciuta in Italia anche agli addetti ai lavori, ma molto potente e con una storia affascinante. Emergono anche i legami di Mario Draghi con il Fabianesimo. Nel libro vengono spiegati quali sono e viene messa in discussione, documenti alla mano, la carriera dell’attuale presidente del consiglio. La Fabian nasce 137 anni fa, il 4 gennaio del 1884 in un ristorante di Londra. Ha lo status di semplice associazione, priva di personalità giuridica, ma i suoi membri sono ancora oggi molto influenti e dentro ai sistemi di comando di mezzo mondo e dettano le principali parole d’ordine dell’establishment. Ad esempio, il termine Nuovo Ordine Mondiale (New World Order), che abbiamo sentito riecheggiare tante volte in questi ultimi vent’anni, è di loro conio. New World Order è il titolo del saggio di uno dei Fabiani più illustri: Herbert George Wells. In questo libro del 1940, a pochi mesi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, lo scrittore quattro volte candidato al premio Nobel, vagheggia un governo mondiale socialista fondato sul primato della scienza. Così come era Fabiano un altro grande scrittore, quel George Orwell che nel suo “1984” ci descrive in modo inquietante una società totalitaria e del controllo, tanto vicina a quella che stiamo vivendo da quando è scoppiata la crisi denominata Covid 19. L’autore ci indica i nomi dei politici e degli uomini della finanza internazionale legati alla Fabian e ci descrive, con dovizia di particolari, il sistema di potere della London School of Economics, l’università dei Fabiani, vero e proprio centro della tecnocrazia mondiale.

L’autore indica per nome e mostra le azioni di quei politici italiani, legati alla tradizione Fabiana, che stanno sconvolgendo le nostre vite. Denuncia la manipolazione che sta dietro alla narrazione terroristica del coronavirus, la gravità dei ricatti legati alla campagna vaccinale e le conseguenze economiche di quanto sta accadendo. Prova ad individuare gli obiettivi di questa operazione e constata come questi coincidano, in modo inquietante, con quelli, totalitari e antidemocratici, dei primi pensatori Fabiani. Questo libro ha due obiettivi. Il primo è quello di delineare il pensiero politico della Fabian attraverso alcuni cenni storici e verificando quali sono gli attuali uomini e le donne di potere che le afferiscono. Il secondo è di analizzare come e quanto la visione del mondo dei Fabiani coincida con quell’epocale tornante della Storia nel quale ci è toccato di vivere: la drastica svolta autoritaria imposta al mondo occidentale attraverso l’utilizzo politico della vicenda Covid. Sarebbe stato solo un esercizio culturale, per quanto interessante, quello di un mero approfondimento sulla storia e il potere della Fabian Society. Questo è invece anche un libro politico, che intende entrare e scavare nel pieno dell’attualità per evidenziare la concreta applicazione delle idee Fabiane in questa gigantesca sospensione delle nostre libertà fondamentali.

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