L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 ottobre 2021

Perchè ci vogliono inoculare solo con i vaccini con modificazioni genetiche e boicottano quelli tradizionali? Tipo Sputnik V o quelli cubani?

Spike: iniezione obbligata di veleno potenziato



Niente ha ricevuto tanta attenzione negli ultimi 20 mesi della proteina spike, non la pace mondiale, non la prevenzione della disoccupazione e tanto meno il mantenimento e l’espansione della democrazia e dei diritti fondamentali. Eppure della proteina Spike, diversa in tutti e 7 coronavirus, dopo tante chiacchiere da giornale e da esperto pagato a piè di lista, non sappiamo la cosa essenziale, ovvero che quella naturale è tossica, ma quella che il corpo produce grazie ai preparati mRna chiamati vaccina è ancora più tossica. In un articolo intitolato: “Peggio della malattia: esposizione di alcune possibili conseguenze indesiderate dei vaccini mRNA contro COVID-19” pubblicato sull’International Journal of Vaccine Theory, Practice and Research spiega perché la proteina spike da vaccino sia peggio rispetto a quella naturale. La ragione di questo è che la sostanza prodotta tramite l’ mRna sintetico, al contrario di quanto accade a quella naturale, non collassa non appena si lega al recettore ACE2, ma rimane invece  attiva, si attacca a questo recettore inabilitandolo e causando una serie di problemi che riguardano cuore, polmoni e immunodeficienza.

Leggiamo un piccolo brano dell’articolo: “Hanno modificato l’Rna in modo che sia molto stabile e che gli enzimi non possano scomporlo… Normalmente, gli enzimi nel nostro sistema scompongono semplicemente l’Rna, ma quello artificiale è stato reso molto più robusto aggiungendo PEG [polietilenglicole] una membrana lipidica caricata positivamente, il che è in qualche molto traumatico per la cellula. Ma forse la cosa più inquietante è che è stato modificato il codice Rna in modo da non produrre una versione normale della proteina spike, ma una alterata che contiene alcune proline, proprio nel punto critico in cui la proteina spike si fonderebbe normalmente con la cellula che sta infettando”.

Detto in parole povere questa proteina modificata si attacca al recettore ACE2, ma invece di collassare come avviene per la spike naturale dei virus rimane integra e disattiva le funzioni del recettore stesso: poiché esso è un enzima di superficie che risiede sulle membrane cellulari delle cellule dei polmoni, delle arterie, del cuore, dei reni e dell’intestino, regolando la pressione sanguigna, si può immaginare cosa possa accadere se non svolge più la sua finzione: si può arrivare allo scompenso cardiaco, oppure all’ipertensione polmonare o ancora, se arriva al cervello può provocare danni neurologici dei quali solo ora si comincia a parlare. All’inizio si pensava che la produzione di spike si fermasse alla zona circostante quella dell’iniezione, ma invece in molti casi essa si diffonde in tutto il corpo. A questo si aggiunga che l’mRna artificiale è rivestito da un una sorta di sacco di guanina e citosina che lo rende molto più capace di produrre proteine fino 1000 volte in più rispetto al virus naturale: insomma si formano molte più proteine ​​spike di quanto avverrebbe con il virus reale e per giunta anche più tossiche.

Tutto questo non ha nulla che fare con i veri vaccini che .presentano al sistema immunitario un agente patogeno, morto o indebolito che non può creare danni pur favorendo una reazione immunitaria più complessa e stabile rispetto a quella dei vaccini a mRna cioè basata su diversi punti del sistema virale e non su uno solo, mentre gli eventuali problemi possono sorgere principalmente dai potenziatori che vengono aggiunti, come è successo con il vaccino contro l’influenza suina che poteva causare narcolessia. Ma al di là degli azzardi delle case farmaceutiche che peraltro non dovrebbero essere permessi se i centri di controllo non fossero massicciamente infiltrati da Big Pharma, si tratta di tecnologie ormai note e sperimentate da molti decenni, quindi con un livello di sicurezza enormemente più alto rispetto ai preparati ad mRna, mai usati prima d’ora. In realtà contro il covid ci sono vaccini realizzati con tecniche tradizionali, c’è quello russo e quello cinese, ma ci sono anche due nuovi prodotti uno della franco-austriaca Valneva e il Coronavac della Sinopharm che sono persino raccomandati anche dall’OMS , tuttavia gli Usa e l’Ue si rifiutano si adottarli per ragioni che sfuggono alla scienza e all’onestà. In alcuni Paesi europei la vaccinazione con questi preparati permette l’ingresso dall’estero, ma poi non viene riconosciuto come valido. Insomma si vuole garantire che la popolazione prenda la sua dose veleno.

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