L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 ottobre 2021

Picconate contro l'ideologia dei vaccini sperimentali

Rivolta contro l’obbligo di vaccino: tre buone notizie



Scandinavia

Per i giovani il rischio della vaccinazione è più alto rispetto alla malattia. In Scandinavia questa evidenza è ormai accettata senza le volgari fumisterie e gli arrampicamento sugli specchi cui si assiste altrove tanto che Svezia e Danimarca hanno vietato il preparato di Moderna per le fasce di età più giovane perché ci sono stati troppi casi di miocardite e a questo punto il rischio supera i benefici. In realtà anche dentro questa decisione che appare come un giro di boa si avverte dietro le quinte l’influsso determinante dello scontro commerciale e del profitto: infatti un recente studio ha rilevato che il vaccino Pfizer ha avuto anche più di 19 volte l’incidenza di miocardite nei bambini di età compresa tra 12 e 15 anni rispetto al previsto e ha anche riscontrato un aumento di 5 volte del tasso di miocardite dopo la seconda dose rispetto alla prima dose negli maschi di 15 anni. dunque si tratta di problemi scatenati da tutti i vaccini a mRna

Del resto anche una nuova ricerca pubblicata su MedRxiv, gli attuali vaccini COVID potrebbero essere potenzialmente più pericolosi per bambini e adolescenti rispetto allo stesso Covid-19. Lo studio ha rilevato che dopo aver vaccinato bambini maschi sani con il vaccino i tassi di miopericardite definiti dai CDC statunitense erano molte volte superiori ai tassi di ospedalizzazione per lo stesso gruppo di popolazione e in sostanza i dati mostrano che, statisticamente, i vaccini hanno almeno sei volte più probabilità di causare problemi cardiaci rispetto al rischio di un adolescente di essere ricoverato in ospedale per Covid-19.

Svizzera

Questa notizia è importante non solo perché ci dice che si comincia a riconoscere una qualche verità, ma anche perché tale verità può essere efficacemente usata anche per evitare le vaccinazioni imposte di fatto alle persone. Per esempio l’Università di Zurigo ha dovuto sospendere l’obbligo di vaccinazione o di tampone per gli studenti a seguito di un ricorso presentato da un studente di economia, Artur Terekhov, il quale ha opposto l’argomento che il costo dei tamponi rappresentano una discriminazione sociale e di fatto si configura come vaccinazione obbligatoria nei confronti dei più deboli. Ma l’argomento principale opposto al diktat dell’università è che essendo gli studenti di età generalmente inferiore ai 30 anni non sono un gruppo a rischio. Insomma si va sempre più facendosi strada l’idea che siano solo le persone anziane e/o con gravi patologie a dover temere il virus, cosa assolutamente confermata da qualsiasi dato, ma mediaticamente nascosta perché non avrebbe giustificato una vaccinazione universale.

Texas

Il governatore del Texas Greg Abbott ha emesso lunedì scorso un ordine esecutivo esattamente contrario a quello di Biden in cui vieta le vaccinazioni forzate da parte sia degli enti pubblici che delle aziende private. Con la differenza che mentre quello di Biden è solo un discorso che in realtà non ha alcuna forza di legge l’ordine del governatore lo ha almeno fino a che il parlamento statale non emetterà una legge in questo senso. Questo il testo del decreto: “Nessuna azienda in Texas può imporre la ricezione di un vaccino Covid-19 da parte di qualsiasi persona, inclusi i dipendenti che per qualche motivo di coscienza personale o credo religioso o per aver già contratto la malattia non voglia tale vaccinazione ” I certificati di vaccinazione COVID-19 da parte di agenzie governative, città, contee e distretti scolastici del Texas erano già stati banditi da un precedente ordine esecutivo. Il legislatore ha anche già emesso un divieto sui cosiddetti libretti di vaccinazione, che consentirebbe alle aziende di richiedere ai propri clienti di fornire la prova della vaccinazione.

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