L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 ottobre 2021

Provo una grande pena per questa donna, questa persona che deve obbedire a ordini e che ricopre un incarico più grandi delle sue possibilità, ma poi penso alle conseguenze nefaste che provoca, Roma; acqua, manganellate e lacrimogeni sui manifestanti pacifici a Trieste manifestanti

No Green Pass, Lamorgese: "A Trieste non lavoratori ma estremisti da sgomberare"


26 ottobre 2021

La titolare del Viminale torna a parlare dei discussi metodi utilizzati contro i manifestanti No Green Pass nel capoluogo friulano. Dopo gli scivoloni che le sono stati addebitati nella gestione delle proteste a Roma, dove la troppa 'tenerezza' ha portato estremisti di destra ad assaltare la Cgil, un'altra gatta da pelare per Luciana Lamorgese, che è stata accusata di aver fatto l'esatto opposto a Trieste, sparando acqua dagli idranti su dei pacifici ed indifesi manifestanti.

"A Trieste siamo stati criticati, ma non c’erano più lavoratori, erano frange estremiste arrivate da tutte le parti d’Italia e anche da fuori. I poliziotti non hanno usato manganelli. Ci sono interessi commerciali che vanno a incidere sulla città, con dei tir fermi che non riuscivano a entrare, dovevamo fare uno sgombero leggero per far ripartire il porto". Così Luciana Lamorgese al convegno La Sicurezza in Sicurezza (le sfide del futuro per un prospero e sereno sviluppo del Paese). "Il momento è stato complicato, l’abbiamo vissuto con grande sacrificio e responsabilità", ha aggiunto.

"È stato un periodo difficilissimo a tutti i livelli per le forze di polizia. Solo quest’anno abbiamo avuto 13.800 manifestazioni di cui oltre 5mila contro i provvedimenti del governo e anticovid circa 3.500-3.600. Ci rendiamo conto di come sia difficile per un poliziotto operare bilanciando i diritti, come quello a manifestare e quello alla salute ad esempio? Il giusto bilanciamento richiede grande professionalità per cercare di arrivare con fermezza alla risoluzione del conflitto". E per concludere, riguardo agli attacchi ricevuti: "Io affronto tutto con serenità non pensando a quello che casomai alcune parti politiche vengono a dire. Io sono un prefetto, sono cresciuta in questa amministrazione e metto tutto il mio impegno e la mia professionalità nel lavoro, non c’è valutazione esterna che possa incidere su quello che ognuno di noi è. Ho alle spalle anni di lavoro e di conoscenza dei problemi".

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