L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 ottobre 2021

Scopo della Nato proteggere gli interessi degli Stati Uniti - Sono finiti i margini di manovra la Nato è valutata per quello che è

Lavrov annuncia la sospensione dei rapporti diplomatici con la NATO

18 ottobre 2021


(aggiornato alle ore 19,45)

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha annunciato oggi che la Federazione Russa sospenderà da novembre le attività della sua missione diplomatica presso la Nato e chiuderà gli uffici di collegamento e informazione militari della Nato a Mosca.

Lavrov ha affermato che l’iniziativa costituisce la risposta all’espulsione da parte della Nato di otto membri della missione russa, avvenuta la scorsa settimana. “In risposta alle azioni della NATO, sospendiamo l’attività della nostra missione permanente presso l’Alleanza Atlantica, compresa quella del rappresentante militare”.

La Nato aveva annunciato il 6 ottobre di aver tagliato il personale della missione russa presso l’Alleanza da 20 membri a 10, revocando contestualmente l’accreditamento di otto diplomatici e abolendo due posizioni vacanti: ai diplomatici russi è stato chiesto di lasciare Bruxelles entro la fine di ottobre. Mosca aveva promesso una risposta “a tempo debito”.

Mosca revocherà quindi dal 1° novembre anche l’accreditamento della missione di collegamento dell’Alleanza Atlantica a Mosca. “Stiamo sospendendo le attività della missione di collegamento militare della NATO a Mosca. L’accreditamento dei suoi dipendenti è stato ritirato dal 1° novembre”, ha detto Lavrov in conferenza stampa.

“E’ inutile fingere” che i rapporti con la Nato possano “cambiare nel prossimo futuro. La Nato non è interessata ne’ al dialogo paritario ne’ al lavoro comune” ha aggiunto Lavrov. “Se la Nato avrà delle questioni urgenti da trattare potrà contattare il nostro ambasciatore in Belgio”.

“La dura risposta della Russia alle espulsioni e alle restrizioni imposte dalla Nato alla sua missione a Bruxelles congela di fatto le relazioni: l’unico canale di comunicazione a livello militare ora è quello Russia-Usa, la Nato è fuori dall’equazione”, ha commentato Dmitri Trenin, direttore del Centro Carnegie di Mosca.

“Abbiamo preso atto delle parole del ministro Lavrov ai media, tuttavia non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulle questioni da lui sollevate”, si è limitata a rispondere la Nato tramite il portavoce Oana Lungescu.

Per il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, “la decisione odierna di Mosca di chiudere la rappresentanza russa alla Nato mette a dura prova i rapporti Nato-Russia. Prolunga la situazione già difficile in cui ci troviamo. La Germania resta aperta al dialogo”.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco nei rapporti NATO-Russia ha provveduto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, affermando che un ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica equivarrebbe al superamento di una “linea rossa” per la Russia, che si vedrebbe costretta a reagire.

“L’accesso dell’Ucraina alla Nato sarebbe lo scenario peggiore, uno scenario che varcherebbe la linea rossa degli interessi nazionali russi”, ha detto Peskov, “questo è uno scenario che potrebbe spingere la Russia a intraprendere misure attive per assicurare la propria sicurezza”.

Foto Ministero degli Esteri Russo

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