L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 ottobre 2021

Se si vuole introdurre l’obbligo vaccinale lo si faccia, mi pare meno indecente rispetto al Passaporto dei vaccini sperimentali che è surrettizio e ipocrita

Diego Fusaro “Green pass? Meglio l’obbligo vaccinale”/ “Smart working nega i diritti”

Pubblicazione: 21.10.2021 - Davide Giancristofaro Alberti

Il filosofo Diego Fusaro è stato ospite stamane in collegamento con il programma di Canale 5, Mattino 5: le sue parole su green pass e smart working

Diego Fusaro a Mattino 5

Il filosofo e opinionista Diego Fusaro è stato ospite stamane in collegamento del programma di Canale 5, Mattino5. Si parla di green pass sul quinto canale, e Fusaro ha ribadito la sua opinione a riguardo: “Abbiamo visto scene che mai avremmo voluto vedere, forme di discriminazione che offendono il lavoro, forme di discriminazione oscena- La costituzione prevede la tutela della salute ma anche il diritto al lavoro in condizioni dignitose, dobbiamo rispettare la costituzione in tutte le sue istanze. Nel servizio mandato in onda (un’azienda che opera in condizioni fatiscenti e senza vaccini ndr) sono state messe ampiamente in discussione le condizioni di un lavoro dignitoso e sicuro”.

Quindi Diego Fusaro sottolinea come l’Italia sia il paese più rigido per quanto riguarda l’applicazione del green pass: “Solo da noi è operativo il green pass così pervasivo quindi non siamo noi che siamo indietro. Le persone che scelgono di fare il tampone – ha aggiunto – esercitano un loro diritto, non le criminalizziamo: io difendo la libertà di scelta di ognuno ma se si vuole introdurre l’obbligo vaccinale lo si faccia, mi pare meno indecente rispetto al green pass che è surrettizio e ipocrita”. Secondo Fusaro: “Con toni più cauti e se non li si fosse criminalizzati, magari si sarebbero già spontaneamente vaccinati: subentra un elemento quasi di opposizione morale”.

DIEGO FUSARO E LO SMARTWORKING: “VENGONO MENO I DIRITTI DEI LAVORATORI”

In studio si passa quindi a parlare dello smart working, e anche in questo caso Fusaro si dice contrario: “Guardo con preoccupazione allo smart working in generale per più ragioni, a cominciare dal fatto che comporti una riduzione diretta dei diritti dei lavori, viene labile il confine fra il tempo della vita e quella del lavoro, sparisce il confine fra vita e lavoro, la casa diventa un’azienda. Pone inoltre problemi per la privatezza del cittadino se vieni controllato dentro casa mentre stai lavorando. Nello smart working inoltre si è sempre soli, viene meno quella dimensione corale e collettiva che è fondamentale”.

Ma quali sono i diritti dei lavoratori a rischio? “La riservatezza, le spese (si paga la connessione a casa), il riscaldamento, cose un po’ banali e così via, i pasti… i ticket restoraunt anche a casa? Bhe se sei un lavoratore, si tratta di un costo che di solito è dell’azienda. ci sono tanti altri piccoli dettagli ma a me preoccupa soprattutto la dimensione del sociale, se si è isolati è difficile rivendicare diritti”.

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