L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 novembre 2021

APPARTEHEID - ieri i neri, oggi chi rifiuta l'inoculazione dei vaccini sperimentali, domani chi avrà i capelli bianchi

Il circo mediatico è saltato: “The Lancet” sbugiarda il clero giornalistico sui dati del contagio

-26 Novembre 2021




Fingiamo per un istante che abbia ragione l’ordine del discorso dominante, quello che va ripetendo da ormai due anni interrottamente che solo gli scienziati hanno il diritto di decidere e financo di parlare nelle questioni della vita pubblica, specie in ragione del fatto che l’intera vita pubblica è stata ridotta ad amministrazione dell’emergenza sanitaria.

Governare, fare politica, da due anni a questa parte cosa significa se non gestire un’emergenza trasformata in emergenza infinita con annesse proroghe ininterrotte dello stato d’emergenza? Sappiamo che non può essere la scienza e non possono essere i medici a decidere dell’intero ambito della vita pubblica e politica dacché il sapere dei medici non può spodestare la decisione politica ne sequestrare la volontà popolare, ne deriverebbe infatti un’epistemocrazia autoritaria ed oppressiva, specie se si considera come disse qualcuno che “la scienza non è democratica”. Non può essere democratica quindi una vita politica riconfigurata come espertocrazia.

Fingiamo che abbiano ragione per un attimo e che soltanto la scienza sia titolata a parlare. Lasciamo allora parlare la scienza. Sulla prestigiosa rivista “The Lancet” in data 20 novembre è uscito un articolo significativamente titolato:”Covid-19: stigmatizzare i non vaccinati non è giustificato”. L’articolo è firmato da Gunter Kampf docente presso l’università di Greifswald in Germania. In primis stigmatizzare i non vaccinati è fuorviante dacché, spiega Kampf, è sbagliato pensare che che chi è stato vaccinato non sia rilevante nell’epidemia Covid-19. Detto altrimenti anche i vaccinati contagiano, si contagiano, si ammalano e talvolta danno luogo ad esiti estremi, la morte.

Parlare di pandemia dei non vaccinati come fece Joe Biden e poi molti altri è per Kampf un grave errore. Su queste basi scientifiche non ha alcun senso accanirsi contro i non vaccinati fingendo che siano essi i responsabili dell’aumento dei contagi o del proseguire dell’emergenza epidemica.

Se si riconosce che sono responsabili i non vaccinati bisogna riconoscere che lo sono anche i vaccinati stessi. I non vaccinati e vaccinati sono responsabili del diffondersi dell’epidemia e non è in alcun modo possibile attribuire la colpa ai solo non vaccinati. Kampf ricorre ad un secondo argomento: storicamente sia la Germania sia gli USA hanno prodotto esperienze negative stigmatizzando parti della popolazione a causa del colore della pelle o della religione.

Il dottor Kampf ci sta suggerendo che si stanno producendo forme oscene di discriminazione, forme inaccettabili che richiamano l’esperienze del passato, ciò con buon pace del circo mediatico e del clero giornalistico che ogni giorno si adoperano per smentire tale analogia, tutelando l’interesse del potere e dei gruppi dominanti.

Si sta producendo una insopportabile discriminazione che si giustifica secondo un ordine del discorso medico-scientifico, ma che, come suggerisce il dottor Kampf, di medico scientifico ha bene poco: cosa ci sarebbe di scientifico in una scienza che giustificasse la discriminazione e l’oppressione degli esseri umani?

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

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