L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 novembre 2021

Contro corrente - e sei - La Nuova Zelanda nel giro di poco tempo rialza per la seconda volta i tassi d'interesse. E' in compagnia del Canada , Norvegia, Islanda, Ungheria, Russia , banche centrali che hanno aumentano i tassi d'interessi, + 22 paesi emergenti tra cui Brasile, Corea del Sud, Uruguay.

Banca centrale Nuova Zelanda alza tassi allo 0,75%, vede all'orizzonte ulteriore rimozione stimoli

Laura Naka Antonelli24 novembre 2021 - 07:27

MILANO (Finanza.com)La Reserve Bank of New Zealand - banca centrale della Nuova Zelanda - ha annunciato oggi la sua decisione di alzare i tassi ufficiali di riferimento allo 0,75%, in linea con le attese degli economisti.

"La Commissione ha concordato sul fatto che rimane appropriato continuare a ridurre gli stimoli monetari, in modo da mantenere la stabilità dei prezzi e la massima occupazione sostenibile -si legge nel comunicato - La Commissione ha rilevato che una ulteriore rimozione degli stimoli di politica monetaria è attesa nel corso del tempo, considerato l'outlook di medio termine per l'inflazione e l'occupazione".

A seguito della decisione il dollaro neozelandese scende fino a -0,7%, a $0,6901, nei confronti del dollaro Usa.



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