L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 novembre 2021

Dio perdona noi peccatori

Follie pandemiche: eutanasia solo per vaccinati



E’ il mondo di Alice solo un po’ aggiornato: c’è il filantropo matto, il gatto del Cheshire in rappresentanza di big Pharma e via via tutta la serie di personaggi onirici che recitano una commedia narrata da idioti, piena di strepito, di furore e senza alcun significato., tanto per riprendere il Machbet che è la faccia drammatica della vicenda. Tuttavia c’è davvero del buffo nella menzogna che corrode l’occidente e ne svela senza pietà il vuoto sul quale galleggia grazie a un peso specifico umano e culturale ormai quasi nullo. E a forza di non pensare si sta arrivando all’impensabile. L’associazione eutanasia che ha sede ad Amburgo e Zurigo, si descrive come un “partner affidabile” per i membri che vogliono morire in modo consapevole. Aiuta le persone “a modellare da sole la fine della loro vita”, visto che “tutti hanno diritto all’autodeterminazione fino all’ultimo respiro” In sostanza , l’associazione stessa sembra mettere al centro e fino all’estremo il concetto di autodeterminazione.

Ma poi è venuta la pandemia e tutto questo è stato spazzato via come fosse una folata di vento che consuma tutto ciò che sembra fatto di sabbia: eh si perché ora per poter avere la buona morte bisogna essere vaccinati con le due dosi prescritte dai poteri infingardi e ottusi fino alla nausea. Questo fatto che si può morire solo da vaccinati è una delle cose più assurde e più ridicole, visto tra l’altro che la vaccinazione è stata spacciata come salvavita o addirittura come elisir di lunga da personaggi la cui idiozia si traglia con il coltello. Questa incongrua adesione del potere si basa sul fatto che l’eutanasia richiede la vicinanza umana. Tuttavia, questa “vicinanza è un prerequisito e un terreno fertile per la trasmissione del virus corona”, secondo l’associazione. I nuovi “principi etici” dell’associazione ora recitano: “Un membro può richiedere l’assistenza al suicidio (…) se l’associazione ha un certificato di vaccinazione o guarigione completa contro il Covid-19”. Ora innanzitutto non è detto che uno non voglia morire da solo, mentre le persone delle quali si vuole eventualmente circondare sono presumibilmente quelle che gli sono già vicine. Vogliamo dare loro l’autodeterminazione se rischiare l’influenza o meno?

Capisco che Dio confonde coloro che vuole perdere e che questa gente si scopre per quello che è, affaristi della buona morte, soci di una srl che non vuole dar fastidio al potere e stabilisce che su tutto ci può essere autodeterminazione salvo che sulla vaccinazione: la vita prima era di dio, oggi è di Big Pharma, ma mai tua. Tra l’altro è da tempo che ufficialmente cioè a detta delle stesse burocrazie sanitarie, si riconosce che i vaccini non servono affatto ad evitare il contagio, ma semmai ad evitare le conseguenze più gravi. Dunque non c’è alcuna ragione o pseudo motivo per pretendere che si muoia volontariamente solo dopo la seconda dose ( anche se questo accade troppo spesso involontariamente). E pretendere che uno aderisca a pratiche che nella fantasia popolare e medica dovrebbero salvare la vita prima di suicidarsi, è davvero il colmo. Rassomiglia anzi alle attente cure che si danno ai condannati a morte affinché non evitino la cerimonia finale e anzi vi partecipino in ottima salute. E questo basterebbe a far comprendere lo stato carcerario in cui molta egente accetta di vivere e la retorica fasulla che tiene insieme la grande bolla di sapone . Certo capisco che è ormai difficile costringere la gente a sottostare all’ago: chi ha rifiutato l’iniezione non se la farà, ma chissà che non vogliano arruolare anche i morituri.

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