L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 novembre 2021

Durante gli studi della Pfizer i morti dei vaccinati superiori a quelli non vaccinati

Altre menzogne negli studi Pfizer: nascosti i morti tra i vaccinati



Alle persone non aduse alla statistica e alla ricerca, che di solito sono quelle che frequentano il culto esoterico della Scienza, i piccoli numeri non fanno impressione, ma in realtà spesso determinano un notevole cambiamento nei risultati. Se poi questi piccoli numeri vengono intenzionalmente tenuti nascosti è probabile che si vogliano mettere sotto il tappeto magagne ancora più vistose. Ed è quello che sta succedendo con Pfizer l’azienda pluricondannata in passato e adesso angelicata per ordine dei poteri economici, della quale si scoprono gli altarini ogni giorno che passa: adesso è saltato fuori che ha mentito sul numero di persone morte durante le tre fasi di studi sui vaccini Covid. Il numero effettivo di decessi per tutte le cause durante gli studi clinici era di 21 tra i vaccinati e non di 16 come originariamente riportato. Dunque 4 decessi in più rispetto alle 17 morti nel gruppo dei non vaccinati, il che cambia notevolmente il giudizio sul vaccino. In precedenza l’azienda farmaceutica aveva pubblicamente detto che 15 delle circa 22.000 persone che avevano ricevuto il vaccino nello studio erano morte durante i sei mesi scarsi di studio, rispetto a 14 delle 22.000 persone che avevano ricevuto il placebo, ovvero una semplice iniezione di soluzione salina. Anche così era qualcosa di imbarazzante visto che il vaccino dopotutto non era il salvavita che si diceva e infatti questo dato era stato annegato tra miriadi di numeri e relegato nelle appendici, affinché non venisse notato e si desse invece risalto all'efficacia dell’immunizzazione che oggi è nella polvere della realtà, ma adesso il divario aumenta in maniera significativa e getta un’ombra sinistra sui preparati a mRna perché dimostra che con i vaccini aumenta la mortalità generale, cosa che sta effettivamente avvenendo nei Paesi a più altra percentuale di vaccinati.

Il 28 luglio scorso Pfizer e il suo partner BioNTech hanno pubblicato un aggiornamento dei dati di sei mesi dal loro studio clinico sul vaccino contro il Covid, quello che ha portato i regolatori di tutto il mondo ad approvare il vaccino ( badate bene però, molto prima che che lo studio fosse completato o meglio interrotto, probabilmente perché stavano emergendo dati inquietanti ) e ha diffuso pubblicamente le cifre riportate di 15 decessi contro 14. Ma alla Fda aveva invece dato le cifre reali che tuttavia se ne è completamente fregata ad ulteriore testimonianza che gli organismi di controllo sono ormai una barzelletta. Visto che negli Usa sono morte ufficialmente 12.412 persone dopo il solo vaccino Pfizer, una cifra peraltro di gran lunga inferiore al reale, la questione non è di poco conto, sia dal punto scientifico che da quello morale. Sono stati approvati in via d’urgenza preparati genici, mai usati prima, dopo studi frettolosi e incompleti, eseguiti in barba ai protocolli e ora sappiamo che le cifre erano anche falsate. Ci sarebbero i presupposti per una class action planetaria perché di fatto il bugiardino di Pfizer a questo punto appare totalmente falso o comunque inattendibile. Per carità lo era anche prima quando per esempio, alcune settimane fa, un articolo del prestigioso British medical Journal ha attestato, grazie alla testimonianza di ricercatori del Ventavia Research Group che lavorava in collaborazione con Pfizer che la ricerca con cui la multinazionale del farmaco ha ottenuto l’approvazione di emergenza del suo vaccino era taroccata: quella straordinaria efficacia intorno al 95%, è stata pesantemente manipolata, anzi è un falso. Adesso giorno per giorno questa ricerca si sgretola e appare opera di falsari della scienza, ma siccome gli organismi di controllo non hanno controllato nulla e anzi sono comportati come complici, nessuno dice nulla.

Mentre i vaccinati muoiono per obbedire a grotteschi diktat di governi e leader completamente ricattabili e ormai tenuti in pugno sulla strada di una nuova e maligna ingegneria sociale, si è costretti a prendere atto della totale malafede di chi ha imposto e prodotto vaccini, senza peraltro poter gridare la verità.

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