L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 novembre 2021

Euroimbecilandia paga miliardi alla Turchia per fermare gli immigrante, non da oggi. Sono anni che sono diventati strumenti di politica. Draghi, stregone maledetto, ex presidente della Bce dovrebbe saperlo

Mario Draghi/ Video: “Bielorussia? Migranti diventati strumento di politica estera”

Pubblicazione: 17.11.2021 - Carmine Massimo Balsamo

Il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice con il Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama

Il premier Mario Draghi (LaPresse)

«Sono straordinariamente soddisfatto di questa visita. C’è stata una conversazione molto interessante e ci siamo conosciuti. Vorrei ringraziare Rama per lo straordinario segnale di solidarietà e di vicinanza che l’Albania ha dato all’Italia nel periodo più cupo della pandemia»: così Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice con il Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama.

Il primo ministro italiano ha ricordato il legame che unisce Italia e Albania: «La relazione non ha bisogno di tante discussioni, è una relazione antica, forte e di successo, e ha bisogno di rafforzamento. La comunità albanese in Italia è vasta, ben integrata, gli studenti albanesi sono molti e frequentano con profitto le nostre università – l’analisi di Mario Draghi – Le aziende italiana in Albania sono migliaia. La collaborazione con l’Albania si esercita sul piano dell’agricoltura, dei servizi, del turismo e ora anche sulla transizione ecologica».

Mario Draghi: “Migranti diventati (non da oggi) strumento di politica estera”

Mario Draghi si è poi soffermato sul dossier Bielorussia: «L’integrazione dei Balcani occidentali nell’Ue è scritta nel futuro dell’Unione. Quello che sta succedendo ora in Bielorussia non ha effetto su questo processo, non influenza questo processo. Non ho ancora avuto notizie di un vertice straordinario su questo, se avverrà discuteremo di questo. Ma i migranti sono diventati uno strumento di politica estera».

«Dobbiamo considerare che anche l’integrazione della Macedonia del Nord è importante», ha rimarcato il primo ministro italiano: «Il primo allargamento dell’Ue a tanti Paesi ha preso moltissimi anni, bisogna ragionare sui tempi lunghi: non è qualcosa che si fa in risposta a questioni di politica estera contingenti, è una strategia di lungo periodo che definisce l’esistenza e l’identità dell’Unione Europea».

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