L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 novembre 2021

Facciamo il punto. Chi dissenta non deve dissentire

Vaccino e green pass non c'entrano. Marco Rizzo, siluro a Mario Draghi: cosa c'è dietro la stretta sui cortei


10 novembre 2021

Non ha senso "manifestare in mezzo a una foresta, dove nessuno ti vede" e i media "non ti filmano". Il segretario del Partito comunista Marco Rizzo ha sospetti precisi sulla stretta in arrivo su manifestazioni e cortei dopo l'appello del presidente Sergio Mattarella e i focolai di Covid esplosi in seguito alle proteste no green pass o contro il vaccino.

L'esponente comunista, critico contro il premier Mario Draghi ("mai visto un banchiere fare gli interessi del popolo" ha detto più volte Rizzo) interviene mercoledì 10 novembre a Coffee break, il programma di approfondimento di La7 .

Questa è una stretta alla libertà di manifestare il dissenso e un antipasto di quello che verrà, argomenta Rizzo. Perché il governo non vuole che si manifesti non solo contro il green pass o il vaccino obbligatorio, ma anche su altri temi fondamentali per il Paese e i lavoratori: "A breve avremo delle vertenze sindacali importanti sulle delocalizzazioni che produrranno dei disastri. Non potranno manifestare gli operai della Whirlpool, dell'Elettrolux, dell'Ilva?" chiede provocatoriamente l'esponente di sinistra.

Il giro di vite arriva dopo scontri e violenze. "Ma quelli di Forza nuova a Roma sono stati lasciati fare, o se preferite favoriti. A Trieste invece i manifestanti pacifici sono stati presi a colpi di idrante. Avete mai preso il getto di un idrante addosso?" attacca il segretario del PC che denuncia "due pesi e due misure" nella gestione delle piazze del dissenso.

E ancora, elencando: "Spiegatemi perché vanno vietati gli assembramenti a rischio dei cortei no green pass del sabato e non quelli a favore del ddl Zan". Insomma, il doppi metro di misura è evidente, come se ci fossero cortei "immuni" al Covid altri no. "C'è un virus politicamente corretto?" attacca Rizzo.

Insomma questo è un governo che va avanti a colpi di decreto, dice Rizzo che denuncia la stretta "economica, finanziaria e anche democratica" dell'esecutivo.

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