L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 novembre 2021

Facebbok è come una droga porta alla dipendenza

Facebook danneggia sonno, lavoro e relazioni


Secondo una ricerca interna, Facebook ha effetti nocivi sulla vita reale delle persone, alcune delle quali soffrono di una vera e propria dipendenza.

Il Wall Street Journal ha pubblicato un altro articolo basato sui documenti forniti dalla ex dipendente di Facebook Frances Haugen. Stavolta l'argomento è relativo ad una ricerca, effettuata dalla stessa azienda di Menlo Park, che evidenzia le conseguenze negative del social network sul sonno, il lavoro e le relazioni degli utenti, alcuni dei quali sono affetti da una vera e propria dipendenza.

Facebook è come una droga, Meta smentisce

In base ai documenti visionati dal WSJ, i ricercatori di Facebook avevano rilevato che il 12,5% degli utenti rimane collegato al social network per molte ore al giorno. Questo uso compulsivo, noto come “Internet addiction”, ha avuto conseguente sulla loro vita. Alcuni di essi non lavorano più, dormono poco e non hanno relazioni nel mondo reale.

I ricercatori dell'azienda di Menlo Park avevano scoperto diversi effetti nocivi per la salute. Alcuni utenti perdono la nozione del tempo, passando ore a scorrere i post, leggere i commenti e controllare il numero di Mi piace. Altri trascorrono più tempo sul social network che con i loro figli. Facebook aveva un team di persone che si occupava di migliorare il benessere degli utenti, suggerendo varie modifiche (alcune sono state successivamente introdotte). Il team è stato tuttavia smantellato nel 2019.

Meta ha risposto al WSJ con la pubblicazione di un post sul sito ufficiale. L'azienda afferma che sono stati scelti solo alcuni estratti della ricerca per evidenziare gli aspetti negativi. Inoltre lo studio sull'uso problematico di Facebook è ancora in corso. In ogni caso non è stato trovato nessun collegamento causale tra social media e dipendenza.

Meta aggiunge che negli ultimi tre anni sono stati introdotti diversi tool per consentire la gestione del tempo trascorso sul social network e il controllo delle notifiche. Simili funzionalità sono presenti anche su Instagram. Altre soluzioni verranno implementate in futuro per risolvere questi problemi.

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