L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 novembre 2021

Gli Stati Uniti e la Nato stanno lavorando per la guerra e guerra otterranno

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UCRAINA/ Gli errori di Zelensky, Trump e Biden che possono causare l’invasione russa

Pubblicazione: 22.11.2021 Ultimo aggiornamento: 08:44 - Giuseppe Gagliano

Il sostegno militare di Usa, Nato e Turchia all’Ucraina sta esacerbando le relazioni con la Russia. C’è il rischio di scatenare un conflitto di vasta portata

Soldati russi in attesa di imbarcarsi (LaPresse)

Il sostegno di natura militare posto in essere dagli Stati Uniti, dalla Nato e anche dalla Turchia nei confronti dell’Ucraina sta esacerbando sempre di più le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti, gettando le premesse per un conflitto che potrebbe avere ripercussioni di vasta portata.

Il fatto che, per esempio, l’attuale presidente degli Stati Uniti abbia detto di aver intenzione di vendere all’Ucraina armi per 125 milioni di dollari – anche se solo 60 milioni di dollari sono stati di fatto consegnati – è un segnale inquietante e destabilizzante.

Per quanto poi riguarda la Turchia, il fatto che stia dotando l’esercito ucraino di droni è un segnale tutt’altro che incoraggiante e positivo per la stabilità della regione. Di conseguenza non deve sorprendere che la Russia abbia espresso più volte le proprie proteste nei confronti della graduale escalation che si sta verificando in Ucraina. Altrettanto comprensibile appare allora il dispiegamento di forze russe proprio vicino al confine ucraino.

Ma ci sono precise responsabilità da parte dell’Ucraina se questa escalation potrebbe portare a un’invasione russa. Infatti il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha più volte sottolineato la necessità di riconquistare la Crimea e di annientare i separatisti nel Donbass.

Ritornando alle scelte poste in essere dall’amministrazione Biden, l’attuale presidente americano rischia di commettere un errore analogo a quello che fu commesso da George W. Bush quando decise di finanziare e incoraggiare il presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, ad opporsi a Mosca. I consistenti e considerevoli finanziamenti militari americani alla Georgia, l’addestramento di truppe da parte americana e infine l’adesione della Georgia all’Alleanza atlantica hanno determinato una scelta infausta da parte del presidente della Georgia, e cioè l’occupazione nel 2008 dell’Ossezia del Sud.

Quale fu la reazione di Mosca? Fu una controffensiva che portò all’occupazione di numerose città georgiane fino addirittura a giungere alla periferia della capitale. Insomma, il presidente della Georgia scoprì troppo tardi che gli Stati Uniti non erano disposti a intraprendere una guerra con la Russia per difendere la Georgia e quindi fu costretto a firmare una pace umiliante con la Russia.

Se Obama ha scelto una linea più cauta e più prudente – rifiutando di attuare il trasferimento di armi all’Ucraina – Trump ha fatto una scelta esattamente contraria: ha infatti fornito all’Ucraina persino missili anticarro Javelin. Ora noi sappiamo che la Russia considera l’Ucraina – come la Cina fa con Taiwan – una questione fondamentale per la propria sicurezza e quindi i continui tentativi da parte dell’America e della Nato di aumentare l’escalation potrebbero determinare un vero e proprio conflitto. Un conflitto che deve essere assolutamente evitato.

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