L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 novembre 2021

Gli Stati Uniti/Turchia hanno bisogno dei mercenari forgiati sui campi di battaglia Siriani per questo li liberano, pagando la tangente ai curdi, per riutilizzarli dove occorrono anche in Afghanistan per fare strage di civili secondo il classico metodo del terrorismo degli stati profondi occidentali

8000 dollari per uscire da carcere, così jihadisti Isis tornano liberi

22 novembre 2021 | 10.59

Cosa succede nel nord-est della Siria

Afp

Ottomila dollari per uscire dal carcere. Così diversi jihadisti dello Stato Islamico (Isis) hanno riottenuto la libertà nel nord est della Siria, nell'ambito di un programma di ''riconciliazione'' con le Forze Democratiche Siriane (Fds) a guida curda. In tre carceri sovraffollate sono detenuti circa diecimila uomini con presunti legami con l'Isis, tra cui ottomila tra siriani e iracheni, e duemila stranieri. Tutti possono essere liberati pagando una sanzione senza un processo. Lo scrive il Guardian citando interviste ottenute in esclusiva con due uomini liberati e documenti ufficiali dei penitenziari. Sul modulo del rilascio si legge che i miliziani tornati in libertà si impegnano a non rientrare a far parte di nessuna organizzazione armata e di lasciare le parti del nord e dell'est della Siria sotto il controllo delle Fds. Dopo essere stati rilasciati, gli uomini contattati dal Guardian si sono riuniti alle loro mogli e ai loro figli, anche loro liberati dal campo di detenzione di al-Hawl. Si sono poi recati nella provincia di Idlib, nel nord della Siria, e hanno attraversato il confine con la Turchia.

Un portavoce delle Fds, Farhad Shami, ha smentito al Guardian che il documento di rilascio fosse ufficiale. ''Le Fds hanno precedentemente liberato alcuni prigionieri che avevano legami con l'Isis, ma le loro mani non erano macchiate del sangue di civili innocenti e non avevano commesso alcun crimine. O erano dipendenti negli uffici gestiti dall'Isis o sono stati costretti a unirsi all'Isis", ha detto. "Coloro che sono stati liberati vengono monitorati dalle forze di sicurezza per assicurarsi che non cerchino di rientrare nell'Isis", ha aggiunto l'esponente curdo. La coalizione militare internazionale a guida Usa per la lotta all'Isis ha preso le distanze, in un commento inviato al Guardian. ''La coalizione non controlla, né gestisce le strutture di detenzione o i campi per sfollati interni. Queste strutture di detenzione e i campi per sfollati interni sono entrambi gestiti solo dalle Fds nel nord-est della Siria", si legge in una e-mail.

Uno degli uomini contattati dal Guardian, Abu Jafar che è stato rilasciato a marzo, era un ufficiale della sicurezza dell'Isis a Raqqa, nel nord della Siria. Lavorava per una sezione nota per aver punito e giustiziato abitanti locali che non seguivano la rigida interpretazione dell'Islam del gruppo jihadista. Oltre alla multa di ottomila dollari, Abu Jafar ha detto di aver pagato altri 22mila dollari in tangenti a vari funzionari delle Fds. Ha affermato di essersi unito all'Isis solo per motivi economici e non ideologici. L'altro rilasciato contattato dal Guardian è Abu Muhammad, di Deir ez-Zor, che ha guidato un'unità combattente nella battaglia contro le Fds per la città di Kobani nel 2014. E' sopravvissuto cinque anni in prima linea, fino a quando è stato arrestato a Baghuz nel 2019. E' stato rilasciato insieme al suo famiglia nel gennaio di quest'anno.

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