L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 novembre 2021

I governi europei hanno creato milioni di sfollati dalle loro guerre e macchinazioni criminali insieme agli Stati Uniti

Rifugiati , l’Europa digrigna la dentiera



C’è una costante degli ultimi 30 anni sulla quale si può fare sempre affidamento: l’Europa delude sempre, non è mai all’altezza della situazione e men che meno della coerenza o della verità: E’ ormai un coacervo di ex democrazie fatiscenti tenute assieme da interessi multinazionali e oligarchie, che rimbalza tra pii desideri di autonomia e l’appiattimento sugli Stati Uniti, tra una retorica degli ideali traditi da decenni e l’ossequio devoto all’egemonia culturale neoliberista. In questa orrida palude ormai è tutto fasullo e privo di senso, doppio, ambiguo, volgarmente strumentale, tutti caratteri presenti appieno nella vicenda dei rifugiati che si accalcano sul confine tra Bielorussia e Polonia. si vuole far credere che questa massa di persone tutte provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan, ovvero il danno collaterale delle guerre occidentali e operazioni di cambio di regime condotte dagli Stati Uniti e dagli europei, sia quasi una creazione di Putin, mentre è una precisa responsabilità dei Paesi che hanno creato questi conflitti.

Così mentre si guarda dall’altra parte quando si deve parlare di responsabilità il confine con la Bielorussia viene militarizzato, dimostrando l’animus della costruzione europea. Ma come, fino a qualche tempo fa quando c’era la guerra in Afghanistan, in Siria e in Iraq si fingeva di avere massimamente a cuore il destino di questi rifugiati salvo pagare la Turchia per tenerseli in campo di concentramento, si è messo in piedi con tutto il ciarpame culturale disponile un apparto politico – retorico, oltre che propagandistico, sull’accoglienza e sulle società multiculturali che peraltro non esistono visto che ogni società è frutto di una cultura. Ma adesso che quelle guerre sono state perse, non vogliamo proprio più quelli che abbiamo sradicati. I carri armati che affluiscono sul confine e il filo spinato che viene steso per decine di chilometri rappresentano un abominio per i presunti “valori europei” e per il rispetto delle leggi internazionali in materia di asilo. Il fiasco di Bruxelles che sostiene finanziariamente la costruzione di recinzioni di filo spinato è una vergogna internazionale e questo suo muro arriva 32 anni dopo che è caduto il muro di Berlino.

Ma il fatto è che Bruxelles ha una paura folle di una nuova destabilizzazione dopo la grande marea di rifugiati del 2015: in questo momento di follia vaccinale questo potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso o coagulare una immensa protesta contro la dittatura medicale e le sue conseguenze sociali con la caduta definitiva di elite ormai marce fino al midollo. Ma è chiaro in tutto il resto del pianeta che si sta barando quando si mettono in piedi sanzioni economiche contro la Bielorussia, accusando il suo presidente Alexander Lukashenko di “gangsterismo” e “tratta di esseri umani”, quando questa tratta è una precisa responsabilità europea. Ancor più pretestuosa e scandalosa e si prende in considerazione anche l’imposizione di sanzioni alle compagnie aeree russe che non c’entrano nulla, ma soddisfano le ossessioni degli oligarchi i quali non hanno scrupoli a mettere in piedi una pericolosa escalation di tensioni pur di non mettere in crisi il regno dove imperano e sfruttano. Ciò che si teme e che la Russia possa svolgere un’opera di mediazione visto che già Mosca ha proposto che Bruxelles fornisca aiuti finanziari alla Bielorussia per attuare un sistema razionale di domanda di asilo e reinsediamento. Ma questa è l’ultima cosa che l’UE vuole fare, vuole semplicemente bloccare qualsiasi migrazione per evitare conflitti politici interni. Per fare ciò, deve bloccare la Bielorussia con un impatto deleterio sull’economia del Paese. Ma che importa: basta fare vaccini distruggendo l’economia piccola e media come vogliono le multinazionali che hanno il vero potere dietro la farsa delle istituzioni europee e dunque si ricorre ai carri armati. In base al diritto internazionale, l’UE è obbligata ad accogliere i richiedenti asilo e allora fa carte false per non farli entrare. I governi europei hanno creato milioni di sfollati dalle loro guerre e macchinazioni criminali insieme agli Stati Uniti, ma Bruxelles si sta sottraendo ai suoi obblighi anche legali e nella sua codardia morale e politica dell’Europa cerca di dare la colpa agli altri.

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