L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 novembre 2021

Il 17 settembre del 2019 la crisi economica/finanziaria è stata formalizzata e la Fed è dovuta intervenire massicciamente creando miliardi con il clic, poi ci hanno immerso nella narrazione della pandemia dell'influenza covid per cercare di sbrogliare la matassa e questa da una parte ha distolto l'attenzione delle masse e dall'altra è servita come "motivazione" per continuare a immettere nella finanza miliardi. la deflazione da debito pubblico e privato sconsiglia alle banche centrali di alzare i tassi per contrastare l'inflazione "transitoria" che c'è ed è corposa e quindi si preferisce attendere e monitorare costantemente il flusso economico/finanziario con piccoli leggeri assestamenti. Anche gli stati occidentali, ormai a quota sei più i 22 dei paesi emergenti manovrano con piccoli leggeri ritocchi aumentando i tassi continuano nel medesimo lavoro di monitoraggio

BOND VIGILANTES: NO INFLATION!
Scritto il 9 Novembre 2021 alle 10:53 da icebergfinanza



Lo so che è un concetto difficile da assimilare, ve lo stanno urlando anche i bond vigilantes, ci può essere tutta l’inflazione che l’immaginazione del mercato può produrre attraverso la speculazione, ma i tassi non saliranno.



Dal picco di aprile i tassi a lungo termine continuano a scendere e non importa se la fuori le aquile urlano inflazione, la recessione che verrà è il messaggio principale che i bond vigilantes stanno suggerendo.

Sono saliti solo i tassi a breve, ma verranno polverizzati anche quelli a tempo debito.

Chi avesse avuto la fortuna di investire in aprile sul titolo trentennale oggi avrebbe un guadagno superiore al 15 % tra prezzo e dollaro.



Il bello deve ancora iniziare, oggi usciranno i prezzi alla produzione, mentre il chierichetto Biden supplica l’Opec di produrre più petrolio per non rovinare il Natale agli americani, si mentre va in giro a suggerire un’economia green, pura libidine questi pseudo politici.

Un concetto difficile quello della deflaizone da debiti da assimilare, scordatevi rialzi dei tassi che non siano puro effetto placebo, con la mole di debito pubblico e privato in circolazione ZERO possibilità!


…”un brusco inasprimento della politica monetaria oggi non abbasserebbe i tassi di inflazione attualmente elevati, ma servirebbe a rallentare l’economia e a ridurre l’occupazione nei prossimi due anni e quindi a ridurre la pressione inflazionistica a medio termine”. Insomma, conclude, un rialzo “sarebbe controproducente” nella congiuntura attuale.

Lo afferma in un discorso il capo economista della Bce, Philip Lane, membro del Comitato esecutivo.

November rain è solo l’inizio…

Non vedo l’ora di iniziare a scrive OUTLOOK 2022, manca solo il titolo, ma non sarà difficile trovarne uno che proietti l’immagine di un epilogo.

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