L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 novembre 2021

Il governo, in tutta la sua interezza, dimentica il Sud. Don Mimmo costata che: "E’ pertanto necessario avere il coraggio di mettere il Mezzogiorno nella sua interezza al centro della grande scommessa europea e ciò significa che la politica e le istituzioni si devono riappropriare della più alta funzione e del compito straordinario di combattere davvero la povertà”

Pnrr, mons Battaglia: “Manca il Sud, se non si aumentano le risorse non ci sarà sviluppo”

-27 Novembre 2021


Napoli – ”Il Pnrr è il vero banco di prova. Il nostro Governo, in continuità con il precedente, ha attivato un primo piano nazionale di intervento molto aderente alle indicazioni europee, ma a me sembra che manchi tanto il Sud e ritengo che questa sia l’ultima occasione per investire nel Sud e sul Sud”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, in occasione dell’incontro ‘La dottrina sociale della Chiesa. Riflessioni sull’attualità del pensiero di Giuseppe Toniolo’ promosso dalla Fondazione Banco di Napoli.
”Se non si aumentano le risorse per ogni singolo ambito di intervento, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, il lavoro e la modernizzazione – ha affermato don Mimmo – anche questa volta ci saranno piccole piantine di sviluppo e il Sud resterà assistenziale e distante dall’Europa e dal Nord Italia.
E’ pertanto necessario avere il coraggio di mettere il Mezzogiorno nella sua interezza al centro della grande scommessa europea e ciò significa che la politica e le istituzioni si devono riappropriare della più alta funzione e del compito straordinario di combattere davvero la povertà”. Secondo Battaglia, ”un sistema solidale ed un’economia sostenibile si realizzano quando la politica pone il suo interesse per il bene comune. La politica deve tornare a essere più vicina ai cittadini perché quando la politica, l’economia e la finanza sono al servizio del popolo si tocca con mano la pace sociale”.

‘‘Le problematiche sociali emergono quando viene a mancare il lavoro, quando la gente non sa più come arrangiarsi e questo sta accadendo sotto i nostri occhi soprattutto a causa dei licenziamenti prodotti da grandi multinazionali e la Whirlpool ne è un esempio”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, intervenuto all’incontro ‘La dottrina sociale della Chiesa.
Riflessioni sull’attualità del pensiero di Giuseppe Toniolo’ promosso dalla Fondazione Banco di Napoli, dall’Associazione Amici della Fondazione Banco di Napoli, dalla Fondazione nazionale di Studi Tonioliani, dall’UCID e dall’UCSI Campania.
Secondo Battaglia, ”se non superiamo la mentalità della competitività selvaggia, la prassi dello spostare intere filiere industriali nei Paesi poveri per evitare i dazi allora non riusciremo mai a riequilibrare le relazioni sociali nel post pandemia. E’ necessario – ha aggiunto – che l’economia e la finanza siano utilizzate in modo etico per lo sviluppo dell’uomo e dei popoli e dunque la sussidiarietà e la solidarietà sono spinte necessarie per rinnovare l’economia perché oggi con il sistema economico del tutto e subito, l’uomo è stato stretto nelle maglie dell’effimero”. Nel corso dell’incontro è stata più volte sottolineata la necessità di un cambio di paradigma nel mondo economico e finanziario affinché ci sia un riequilibrio delle risorse che non significa abolire la ricchezza o livellare tutti verso il basso ma guardare all'apertura verso gli altri, al senso umano dei rapporti sociali. ”Da soli non si va da nessuna parte – ha evidenziato monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – oggi constatiamo continuamente come la ricchezza si concentri in poche mani mentre c’è una moltitudine enorme di persone che non hanno nemmeno il necessario per vivere. E’ fondamentale capire che se non si parte dagli ultimi, la società non sarà mai ben impostata”. Diversi gli interventi che hanno focalizzato l’attenzione sul tema della mancanza di lavoro al Sud, causa della diaspora di centinaia di giovani. ”E’ necessario avere una prospettiva di speranza soprattutto alla luce di un momento così difficile – ha concluso Rossella Paliotto, presidente della Fondazione Banco di Napoli – tuttavia temo che i fondi del Pnrr serviranno per distanziare definitivamente e massacrare il Sud che già soffre un’emorragia di giovani che qui si formano ma che non trovano opportunità di occupazione. Nel Pnrr c’è un’assoluta sperequazione e non si sta dando al Mezzogiorno la possibilità di rinascere e di rimettersi in pista anche perché i nostri enti locali non hanno gli organici per progettare e proporre progetti”.

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