L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 novembre 2021

Il presidente russo ha definito inaffidabili i partner occidentali: “Abbiamo a che fare con - per usare un eufemismo - partner poco affidabili. Abbandonano facilmente qualsiasi accordo precedente. Tuttavia, per quanto difficile possa essere, dobbiamo lavorarci”.

18 Novembre 2021 16:07
Putin: "La Nato ha infranto tutti i meccanismi di dialogo e reagiremo adeguatamente"

La Redazione de l'AntiDiplomatico


Il presidente russo Vladimir Putin ha preso parte a una riunione allargata del collegio del Ministero degli Affari Esteri e ha discusso con i diplomatici questioni di attualità sull'attuazione della politica estera di Mosca.

Diverse sono state le questioni attualità toccate da Putin come riporta l’agenzia Ria Novosti.

A proposito della crisi dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia, Putin ha affermato: “Non si può non vedere che i paesi occidentali stanno usando la crisi migratoria al confine bielorusso-polacco come un nuovo motivo di tensione nella nostra regione, che ci è vicina, per fare pressione su Minsk e allo stesso tempo dimenticare i propri obblighi in ambito umanitario”.

Per poi aggiungere: “Vediamo tutti come si comportano le forze di sicurezza polacche al confine. La prima cosa che mi viene in mente è la compassione verso i ragazzini. Sono bambini piccoli. Ma continuano a usare i cannoni ad acqua contro di loro, usano gas lacrimogeni, lanciano granate. Gli elicotteri stanno sorvolando il confine di notte. Accendono le sirene”.

Il presidente russo ha inoltre definito inaffidabili i partner occidentali: “Abbiamo a che fare con - per usare un eufemismo - partner poco affidabili. Abbandonano facilmente qualsiasi accordo precedente. Tuttavia, per quanto difficile possa essere, dobbiamo lavorarci”.

Insomma, la Russia non perde il suo pragmatismo anche di fronte a paesi che lavorano esclusivamente alla destabilizzazione di Mosca.

Come nel caso dell’Ucraina dove “i partner occidentali aggravano la situazione fornendo a Kiev armi moderne letali, conducendo manovre militari provocatorie nel Mar Nero, e non solo nel Mar Nero, in altre regioni vicine ai nostri confini”.

“Tuttavia - continua Putin - è importante continuare gli sforzi di mediazione nel gruppo di contatto e nel formato Normandia, continuare con costanza, energicamente, poiché non esistono altri meccanismi internazionali per promuovere il processo interno ucraino e non c'è alternativa all'attuazione degli accordi di Minsk per intero”.

In ogni caso, spiega Putin, la Russia “come membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite intende continuare a sostenere fermamente i principi fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite: la sovranità e l'uguaglianza degli Stati, la non ingerenza nei loro affari interni, l'equa risoluzione delle controversie e, naturalmente, il ruolo chiave dell'ONU nella risoluzione dei problemi internazionali. In linea con questo approccio di principio è la nostra proposta di tenere un vertice degli Stati - membri permanenti del Consiglio di sicurezza che hanno una responsabilità speciale per il mantenimento della pace e della stabilità internazionali”.

Per cui “la Russia parteciperà in modo proattivo agli sforzi internazionali per contrastare le sfide e le minacce comuni, tra cui, purtroppo, il terrorismo e la criminalità transfrontaliera, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, la povertà, la disuguaglianza, il cambiamento climatico e il degrado ambientale”.

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