L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 novembre 2021

In Africa la mancata adesione alla narrazione pandemica e poi a quella vaccinale è costata la vita a due presidenti, a parecchi ministri e a molti alti dirigenti per un totale di di 52

Covid: l’Africa sbertuccia l’occidente



“A Lagos è tutto schifoso come sempre, ma quando senti quale follia si è diffusa in Europa sono felice di essere stato espulso in tempo ” così ha detto a un suo amico viennese un nigeriano che è vissuto in Austria per 16 anni, ma che è stato espulso nell'aprile del 2020. L’Africa è un una grande spina nel fianco dei pandemisti e vaccinisti europei: fin dall'inizio è stato visto come un bacino nel quale rifilare miliardi di dosi , ma i calcoli sono completamente saltati. In realtà gli africani che hanno veri problemi di salute, se ne sono sempre fregati del covid e delle vaccinazioni che in molti Paesi coprono una percentuale di popolazione a una sola cifra però hanno avuto molto meno vittime presunte da Sars Cov 2 grazie anche alla circostanza che a causa di patologie endemiche del continente l’uso dell’ivermectina è molto diffuso, grazie al fatto che una grande parte di popolazione è giovane, grazie anche alle imprese letali di Bill Gates e delle multinazionali farmaceutiche che considerano il continente come un laboratorio sperimentale, e hanno diffuso una sana diffidenza sulle vaccinazioni sperimentali. Un altro fattore è il forte legame che i medici africani hanno con le loro comunità, che non sono diventati dei semplici bottegai della salute o meglio dei farmaci e non vendono facilmente la pelle e la salute dei pazienti per una crociera gentilmente offerta da Pfizer e soci.

Tutta queste serie di condizioni e l’aver sperimentato prima il colonialismo bianco, poi il post colonialismo delle multinazionali, rende gli africani molto più diffidenti nei confronti delle narrazioni occidentale, cosa non senza conseguenze visto che la mancata adesione alla narrazione pandemica e poi a quella vaccinale è costata la vita a due presidenti, a parecchi ministri e a molti alti dirigenti per un totale di di 52, tutti decessi ovviamente fatti passare per Covid. Ma anche qui siamo all’insulto all’intelligenza perché la leadership politica ha una percentuale di morti 17 volte superiore a quella popolazione generale ( 3 morti di presunto covid su 10mila anche grazie a Paesi come l’Egitto che hanno voluto seguire l’occidente e che hanno alzato la media) il che statisticamente ha una probabilità di verificarsi pari a 1 su 50 trilioni di volte, ovvero sarebbe improbabile di qui allo spegnimento del sole.. Ma tanto i babbei dell’Europa in preda al panico si bevono ogni cosa. E devono bersela perché l’Africa è la dimostrazione delle troppe mistificazioni che del resto molti intellettuali africani denunciano: il “Ghanaian Times” ha pubblicato questa estate un lungo articolo nel quale discute le ricerca sulle vaccinazioni, finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation in Africa e le sue drammatiche conseguenze, nonché il divieto di accesso ai dati. Frase finale: ” L’unico scopo di creare un vaccino è il controllo permanente sulle nostre vite. ” Cose che non saranno mai letti che non si sarà mai letto nei principali media europei, così come non verrà mai detto che proprio il Ghana ha una percentuale di vaccinati del 2,6 per cento e una mortalità per covid presunto di 37, 91 persone per milione, il che vuol dire che in Italia sarebbero morte circa 2200 persone in due anni. Anche se per la verità di recente lo Spiegel ha parlato di “miracolo” africano e del mistero che costituiscono queste cifre. Un modo abbastanza indiretto per dire che sono invece le cifre che sparano da noi ad essere completamente sballate e frutto di una mistificazione senza precedenti.

Ad ogni modo il timore di fare parte di un esperimento pubblico in Africa è mille volte superiore a quello di contrarre la malattia e grazie a questo la contraggono molto meno. Un austriaco che da solo ha costruito una scuola negli slum di Accra ci lavora da dieci anni dice “La maggioranza della popolazione è giovane e la vita di tutti i giorni è per lo più all’aria aperta. Gli africani istruiti sanno che la vaccinazione non è necessaria per la popolazione generale.” È così dannatamente semplice.

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