L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 novembre 2021

Intelligenza artificiale 6 - Il suo sviluppo ha bisogno di regole chiare e precise

'L'Intelligenza Artificiale può causare più danni che benefici'

Dobbiamo iniziare ad aver paura dell'Intelligenza Artificiale? Parla un professore del MIT.

News di Claudia Marchetto, Redattore
Aggiornato il 26 novembre 2021

Un argomento di cui si sente parlare spesso è l'intelligenza artificiale che viene sempre più utilizzata in diversi campi. Ma sarà una salvezza o una rovina per l'umanità? Un professore del MIT pensa che sia troppo presto per dirlo con certezza, ma ora come ora potrebbe causare più danni.

La colpa non è direttamente dell'intelligenza artificiale, ma è come la usiamo: per il professor Daron Acemoğlu l'intelligenza artificiale, mentre è attualmente in fase di sviluppo, porterà a conseguenze che superano di gran lunga i vantaggi della tecnologia a lungo termine. Tuttavia è possibile evitare la "catastrofe" se si agisce presto con regole chiare e precise.

Acemoğlu riconosce che l'IA può essere sì usata ad esempio negli shopping online per migliorare la qualità del prodotto e soddisfare le esigenze dei clienti, ma per certi versi questa tecnologia risulta essere dannosa per il mercato. Il problema è che le aziende raccolgono dati sui propri clienti e possono usare approfondimenti basati sull'IA per spremere ogni centesimo dalle transazioni. Ciò soffoca la concorrenza e riduce la quantità di denaro che i clienti spendono da altre parti.

Anche per quanto riguarda il lavoro l'IA è entrata nel rapporto tra imprese e lavoratori. L'IA sta cambiando il modo in cui il lavoro viene svolto nei vari settori. Il professore afferma che attualmente non c'è una vera e propria crisi di disoccupazione di massa, ma l'automazione guidata dall'IA aumenterà ulteriormente la disuguaglianza economica, costringendo così i lavoratori ad ottenere paghe più basse.


Ovviamente l'IA promette molti benefici per l'umanità, soprattutto nel campo della medicina: ma allora come è possibile usare un'intelligenza artificiale per "fare del bene"? Per Acemoğlu la risposta sta nella regolamentazione intelligente: tutto può essere portato al meglio se i responsabili delle politiche porranno regole per rallentare l'uso di IA per alcuni settori. Sta quindi nell'essere umano agire sapientemente.


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